100 % Marco Ferreri, il poeta anarchico con la cinepresa

Dal 10 al 30 dicembre al MIC Museo Interattivo del Cinema un’ampia retrospettiva dedicata al regista milanese

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Nato nel popolare quartiere milanese Garibaldi l’11 maggio 1928, Marco Ferreri inizia la sua attività come produttore di film-inchiesta prima di emigrare in Spagna dove incontra il grande sceneggiatore Rafael Azcona, con il quale realizza un tipo di cinema impostato sullo humor nero, un genere che in Italia non era certo di moda. Rientrato in patria, entra in conflitto con la censura distinguendosi come un oppositore della morale corrente. L’ape regina- Una storia moderna (sabato 16 dicembre ore 17 al MIC Museo Interattivo del Cinema di Milano) del 1962, film di grande successo con Ugo Tognazzi nei panni di un facoltoso venditore di automobili marito di Regina, donna bella, giovane e insaziabile sessualmente, lo mette al centro di una campagna scandalistica per aver denunciato il falso cattolicesimo coniugale. Nel ’64 per nulla intimorito si conferma ancora autore polemico e anticonformista con La donna scimmia (sempre il 10 alle ore 19), vicenda dell’amore impossibile di un uomo (sempre Tognazzi) con la barbuta Annie Girardot e nel ’65 litiga con Carlo Ponti che gli ha massacrato L’ uomo dei cinque palloni (domenica 10 ore 15) riducendolo a un episodio. L’anno dopo con Marcia nuziale (26 dicembre ore 17) firma un altro ritratto al vetriolo sull’istituto matrimoniale, mentre nel ’69 sceglie Michel Piccoli come interprete di Dillinger è morto (venerdì 15 ore 17) incentrato sulla solitudine dell’uomo borghese. Nel ’72 porta sullo schermo due film importanti, L’udienza (domenica 17 ore 19) con Enzo Jannacci nei panni di un giovane cattolico che tenta di essere ricevuto dal Papa e La cagna (giovedì 28 dicembre ore 17), acuta riflessione sulla condizione umana. Nel ’73 ecco l’apologo sulla società del benessere votata all’autodistruzione, La grande abbuffata (domenica 10 ore 17) e nel ’76 e nel ’78 due pellicole dedicate al disfacimento del potere maschile, L’ultima donna (venerdì 22 ore 15) e Ciao maschio (mercoledì 13 ore 17). Dopo Chiedo asilo (mercoledì 13 dicembre ore 15) del ’79, film sulla difesa dell’infanzia, nell’81 arriva sugli schermi Storie di ordinaria follia tratto da Bukowski seguito nell’84 da Il futuro è donna (sabato 30 dicembre ore 17), con il quale Ferreri ribadisce la sua convinzione che nel mondo non vi è più bisogno della figura maschile. L’ultima fatica cinematografica del regista scomparso il 9 maggio 1997 a Parigi è Nitrato d’argento (21 dicembre ore 15) del ’96, un kolossal sull’arte di massa del XX secolo.

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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