Ticket to Ride, una trilogia beat per raccontare una generazione

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Ticket to Ride
Foto di N. Cordi

Già il titolo rimanda ai Beatles: Ticket to Ride è il nuovo spettacolo prodotto da Tieffe Teatro e messo in scena al Teatro Menotti di Milano (dal 12 al 31 dicembre). Attenzione, però: non è una celebrazione del Fab Four, semmai è un omaggio a una generazione che almeno per un po’ si è cibata di utopia.
Emilio Russo, il regista, ha avuto l’idea di raccontare, proseguendo sulla linea dell’intreccio tra parole e musica, e omaggiare quella generazione che, spinta da un vento nuovo, sognava di cambiare il mondo. E almeno sotto certi aspetti c’è riuscita.
Per realizzare la sua idea, Russo utilizza 12 giovani attori, che si muovono sulla scena proponendo una sorta di viaggio che inizia nei folli anni Sessanta diviso in tre parti: la ricerca di se stessi, gli anni Settanta e la fine della festa, rappresentata dall’assassinio di John Lennon.
Gli arrangiamenti e le musiche dello spettacolo sono firmate da Andrea Salvadori, compositore e inventore di suoni della Compagnia della Fortezza di Volterra e collaboratore storico di Armando Punzo.
Spiega Emilio Russo: «Se i Beatles o gli anni Sessanta hanno avuto un messaggio, era questo: “impara a nuotare. Punto. E una volta che hai imparato, mettiti a nuotare”. Lo spettacolo non è un omaggio ai Beatles o alle loro canzoni, è un omaggio ad una generazione, quella che ha scoperto all’improvviso che essere giovani non era solamente un passaggio, ma era un tempo da vivere al ritmo di nuovi suoni, di nuove parole, colori, pensieri. I confini e le frontiere, reali e mentali, non erano più fatte per fermare e dividere, ma per superare e incontrare. Nasceva una nuova geografia, un mondo da collegare col filo rosso della voglia e della passione dentro un tempo che non andava più perso. Il sogno delle mille lire al mese era lontanissimo dai progetti di quella generazione, che dentro quella nuova geografia voleva esserci in qualche modo, a volte ci riusciva, molto più spesso immaginava, ma indietro, comunque, non sarebbe più tornata. E allora c’era bisogno di un ticket to ride, un biglietto per viaggiare o per provarci. Ispirazione e modello di quella generazione – di tutte quelle successive – sono stati anche e soprattutto quegli accordi così semplici e strampalati. In quelle parole nuove, in una lingua che all’improvviso avevamo imparato tutti, quella generazione così vicina e così lontana dalle bombe atomiche e dai gas nazisti, così vicina e così lontana dalle nuove guerre e dai muri costruiti ed abbattuti, cercava il senso alla propria vita e il sapore forte della ribellione e la voglia di andare. Ticket to Ride è dedicato proprio alle storie di viaggi fatti e immaginati, partenze e ritorni. Proseguendo la linea della contaminazione tra la parola e la musica lo spettacolo prova a ricostruire atmosfere e suggestioni di un’epoca e una generazione chiamata a cambiare il mondo, o perlomeno a camminare da funamboli sul filo di un finalmente possibile».
Ecco la scaletta dei brani musicali:

  • Ticket to Ride
  • Dear Prudence
  • Yer Blues
  • Eleanor Rigby
  • I’m the Walrus
  • Happiness Is a Warm Gun
  • Come Together
  • Blackbird
  • Carry that Weight
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Spettakolo! nasce nel 2015 e si occupa di cinema, musica, travel, hi-tech. Alla Redazione di Spettakolo! collaborano varie figure del mondo del giornalismo (e non) desiderose di raccontare tutto ciò che per loro è "spettacolo" (appunto).

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