Nove richieste di rinvio a giudizio per la vicenda secondary ticketing

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© Foto Riccardo Medana

La notizia è appena arrivata ed è decisamente di quelle destinate a fare scalpore: la procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per nove indagati, tra persone fisiche e società per la vicenda ormai conosciuta da tutti come secondary ticketing. Come noto, alcuni dei più importanti promoter di musica live in Italia sono accusati di manipolare la vendita dei biglietti attraverso vari siti internet.
L’inchiesta è stata coordinata dal PM Adriano Scuderi ed ora la procura milanese chiede il rinvio a giudizio di 9 indagati su 10: rischiano il processo per i reati di aggiotaggio e di truffa, fra gli altri, Roberto De Luca e Antonella Lodi di Live Nation Italia, Corrado Rizzato, ex amministratore di Vivo Concerti, Domenico d’Alessandro di Di&Gi.
La procura milanese ha chiesto il rinvio a giudizio anche per Charles Stephen Roest, amministratore del sito internet di rivendita di biglietti Viagogo, mentre la posizione di Kaur Rashvinder Dhoot, legale rappresentante della società svizzera, è stata stralciata.
Stando al capo di imputazione, i promoter nel periodo tra il 2011 e il 2016 avrebbero incassato ricavi extra per oltre un milione di euro, rivendendo i tagliandi per i concerti a cifre molto maggiorate. Il tutto, facendo circolare false informazioni su ipotetici sold out ai concerti e inducendo quindi i fan ad acquistare i ticket a prezzi superiori rispetti a quelli nominali. Come enunciato dall’ormai famoso servizio de Le Iene, alcuni promoter avrebbero anche stipulato accordi sottobanco con i siti di secondary ticketing.

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