Diario di un musicista indipendente nell’Italia del 2017.

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Due belle date da raccontare, due appuntamenti con la presentazione di un nuovo lavoro in una Italia divisa tra apatia politica, manganellate nella Modena che conosco, calcio insipido, inequivocabili sintomi di un declino intellettuale e di pensiero preoccupante.

Il 15 dicembre io e i miei “guys” Robby Pellati e Mel Previte, ci siamo portati nel miglior club per la musica dal vivo, lo “Stones Cafè” di Vignola, in provincia di Modena.

Il club si distingue per la cura e la volontà dimostrata negli anni dal gestore Franco e da tutto lo staff, nel tesaurizzare l’idea stessa di spettacolo dal vivo, si viene coccolati con una presentazione che aiuta le persone a capire che sta per partire è una cosa che la gestione ha voluto offrire ai suoi clienti, non una interruzione nel tempo dagli stessi dedicato ai propri profili social.

Franco ti fornisce tutto ma proprio tutto il backline necessario, per backline intendo l’amplificazione per il basso, la chitarra, la batteria. La ciliegina sulla torta? Gli asciugamani per detergere il sudore dei rockers di una certa età!

Il concerto ci è servito per presentare una nutrita selezione di brani tratti da “Cash Machine”, il mio ultimo cd uscito per la  New Model Label.

E’ sempre una avventura che vale la pena affrontare presentare alla occasionale platea di un club come lo “Stones Cafè”, i brani di un disco che molto difficilmente avranno avuto la possibilità di ascoltare in anteprima.

Mel, a riguardo di questo argomento, dice che ti giochi tutto con la convinzione che ci metti nel suonare il brano in questione.

 

Vero.

Devi forzare te stesso e portare la tua espressività in una zona di comfort, ove si possono fermare le persone che ti danno l’ascolto necessario per sviluppare il discorso musicale.

Il concerto dello Stones Cafè è stato davvero straordinario per noi e ci ha permesso di fare alcune necessarie riflessioni sulla scaletta e in quali punti allentare la tensione e dove alzarla.

Il giorno dopo, partenza per Francavilla Al Mare ove ci aspetta l’inaugurazione di un auditorium bellissimo, chiamato “La Sirena” a cura dell’associazione culturale “Blubar”, presieduta da Maurizio Rapino. Quattro ore di auto fanno scorrere alla nostra sinistra un mare ricco di riflessi metallici e una autostrada che è il succo stesso della musica, senza viaggio non ci sarebbero storie da raccontare, senza la sana noia di starsene in tre dentro a una Punto, con poco o punto spazio per allungare le gambe, appoggiato alla custodia del tuo basso elettrico.

Arriviamo a Francavilla dopo una vigorosa selezione di musica terribile che Robby ci propone e Mel indovina dal primo accordo.

Piove.

E’ inverno. Dentro all’auditorium scarichiamo gli strumenti e i ragazzi del service si mettono a nostra disposizione per il soundcheck.

L’occasione è ghiotta per presentare a un pubblico attento e partecipe le canzoni di “Cash Machine”, dopo aver assistito alla presentazione del bel libro di Claudio Trotta “No Pasta, No Show”.

Ci rivediamo con Claudio Trotta, patron di Barley Arts e ricordiamo i nostri tempi in comune, apprezzando la verve che Claudio ha mantenuto a differenza di tanti colleghi.

Si crea l’occasione per far provare il mio “Ghost of Saturday Night” il vissuto e adorato basso bianco che mi serve fedelmente da oltre vent’anni, a Claudio, che non credo che me l’abbia chiesto ma si trova lo strumento addosso, in una sorta di passaggio di testimone necessario.

Voglio davvero ringraziare lo staff del Blubar, Claudio Trotta per la simpatia e l’amore per la bellezza, quella vera, dimostrato.

Ecco, i nostri due giorni due a promuovere “Cash Machine” si interrompono, fino al prossimo appuntamento.

Nel frattempo potete trovare il cd su tutte le piattaforme digitali, se lo preferite fisico, potete scrivere a songsrigo@gmail.com oppure cercare le pagine facebook dedicate.

 

C’è anche una pagina dedicata al mio basso bianco!

See You down the Road!

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Bassista, cantante, scrittore. Trenta anni di rock’n’roll on the road! Dai Rocking Chairs a Luciano Ligabue, tante note e tante storie di r'n'r!

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