Gli infiniti addii di Elio e le Storie Tese

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Elio e le Storie Tese

Ho fatto due etti e mezzo, lascio?  Ve lo ricordate il cofanetto di Elio e le Storie Tese uscito nel 2004 con le canzoni live del tour? Un tormentone protratto per altri album con il titolo di Il meglio di Ho fatto due etti e mezzo, lascio? e Ho fatto due etti e mezzo, lascio? Vol.3. Un modo per disorientare anche il più accanito dei fan dedito a collezionare ogni loro uscita discografica.
Ebbene, alla classica domanda da «quizzone»: lascia o raddoppia? Senza esitazione hanno optato per la seconda. Così, anche stavolta, mentre alla trasmissione Le Iene avevano annunciato che a Milano il 19 dicembre 2017 avrebbero tenuto il loro ultimo concerto prima di sciogliersi, arrivava a sorpresa la notizia che avrebbero partecipato al Festival di Sanremo 2018 con la canzone Arrivedorci, titolo in stile Stanlio e Ollio.
E state sicuri che anche stavolta non mancheranno di sorprendere il pubblico dell’Ariston come quello televisivo. «Ci sembrava un giusto modo per celebrare quella che è stata la nostra storia, unica nel panorama musicale italiano». Sono le parole di Elio, che con Faso, Cesareo, Christian Meyer e Antonello Aguzzi si è presentato alla conferenza stampa per parlare del concerto del Forum di domani.
Elio e le Storie Tese
Poi, eventi recenti hanno fatto sì che le domande dei giornalisti ruotassero attorno al Festival di Sanremo: «Ci ha chiamato Baglioni e noi gli abbiamo inviato una canzone che è piaciuta. Tutto molto in fretta, l’abbiamo scritta apposta per l’occasione, non ce l’avevamo pronta  – dicono gli EelST –  per noi Sanremo è Lucio Battisti che canta Un’avventura, è come mettere una ciliegina sulla torta. Noi siamo stati a Sanremo per fare le foto con gli artisti famosi e il nostro obiettivo è quello di portare a casa altre foto con altri artisti famosi, anche se dalla prima volta ad ora qualcuno di loro ci chiede di fare foto insieme».
Alla conferenza mancava Rocco Tanica, che nell’aprile 2016 ha lasciato il gruppo per le esibizioni live, rimanendone partecipe per la preparazione degli album. «È l’unico – avvisa Elio – che si è dissociato dallo scioglimento del gruppo che noi avevamo annunciato a Londra durante il tour europeo».
Sul palco del Forum ci sarà Carmelo (Vittorio Cosma), anche lui da sempre nel circuito frequentato da Elio e Le Storie Tese, fin dagli esordi con la canzone Abbecedario contenuta nell’album compilation Musica Metropolitana del 1985. Canzone che Elio e Le Storie Tese cantavano al Magia Music Meeting, un locale di Milano degli anni ’80 dove si esibivano anche i Volpini Volanti in cui militava Cosma. Locale che non c’è più come non c’è più Le Scimmie, altro posto dove Elio e Le Storie Tese hanno lungamente suonato prima di diventare un gruppo dal successo popolare. «Milano ci ha sempre dato molto – continuano gli EelST – e ci dispiace che molti domani non troveranno posto perché è tutto esaurito, ma da qui al 30 giugno 2018, data ultima prima dello scioglimento ufficiale, avremo modo di tornare».
Una data, quella del 30 giugno, che tra quelle annunciate oggi per l’ennesimo tour “di addio” non appare: il nuovo tour inizierà il 20 aprile a Montichiari, e proseguirà il 21 a Padova, il 3 maggio a Torino, il 5 a Firenze, l’8 a Genova, il 10 a Bologna, il 12 a Roma, il 14 a Napoli, il 17 a Acireale (Ct), il 19 a Bari, il 23 a Rimini.
Ma potete stare certi che non è tutto: pure Milano sarà sicuramente visitata. «Ancora stiamo valutando dove e quando» avvisa Ferdinando Salzano di F&P, ma non risponde sull’ipotesi San Siro, mentre Faso: aggiunge che sarebbe bello partecipare a un grande Festival in stile Woodstock al Parco Lambro. Intanto, dopo il concerto di domani, il gruppo è impegnato a cercare quali soluzioni adottare per la prossima esibizione sanremese. Nelle precedenti edizioni del 1996, 2013 e 2015 hanno lasciato il segno con le loro trovate sceniche e per la prossima, ultima apparizione, non potranno mancare di creare stupore.
Elio e le Storie Tese

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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