Dellera & De Rubertis. In due si è più forti

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Dellera & De Rubertis
Dellera & De Rubertis uniscono le forze e danno vita a un mini album omonimo. Tra i due, una frequentazione che risale a molti anni addietro e a un certo punto è scattata l’idea di costruire qualcosa insieme, senza abbandonare altri progetti. De Rubertis già con Il Genio e LatoB, mentre Dellera con gli Afterhours e The Winstons. Un anno fa i due partirono in tour per sondare la possibilità di coesistere sullo stesso palco. Un mese filato di concerti nei vari locali, 27 concerti in 30 giorni e per l’occasione, oltre che suonare le loro canzoni, presentarono brani scritti da altri. Un modo per condividere la scoperta di pezzi che a distanza di anni continuano a essere attuali, sia nei testi che nella musica.
Ora, la scommessa è quella di ripresentarli cercando di aggiungere la propria sensibilità musicale. Nello specifico stiamo parlando di Lucio BattistiClaudio Rocchi Paul McCartney. Oltre a ciò il mini album contiene l’inedito La Lunga Estate Calda, una ballata sul senso di solitudine di una grande città, magari Milano dove i due vivono. 
Come vi siete conosciuti?
De Rubertis: A duecento metri da qui c’era La Casa 139, un circolo Arci che è stato importante per la scena milanese, poi l’hanno chiuso nel marzo 2011. Peccato, perché ho fatto varie session in quel posto con Dellera, che abitava poco distante, in una casa di via Ripamonti, assieme a Rodrigo D’Erasmo, Cesare Basile e Lorenzo Corti, chitarrista di Cristina Donà. Almeno per tre anni siamo andati avanti a vederci e confrontarci. Venivano spesso anche altri artisti come Dente e Enrico Gabrielli. A fine serata ci riunivamo tutti a casa loro. 
Dellera: Sì, capitava che dopo essere stati a La Casa 139 si salisse in Clinica, così la chiamavamo casa nostra. Ricordo che da quelle nottate è scaturita l’idea di presentare ciclicamente dei piccoli concerti proprio a La Casa 139. Con noi c’era anche il batterista Alessio Russo, scomparso quattro anni fa in un incidente d’auto in Germania. Ne siamo rimasti sconvolti. 
Quando avete deciso di unire le forze in un progetto comune?
La nostra piccola etichetta organizzava delle serate e durante una di queste eravamo finiti sul palco assieme, con una sequenza tipo Dellera contro De Rubertis. Facevamo un brano a testa e uno insieme, il pubblico mostrava di gradire e da lì è nata l’idea di un vero e proprio tour insieme, per voci, pianoforte e chitarra. È nata successivamente l’idea di fissare questa collaborazione con l’uscita di un EP che per ora non prevede ulteriori sviluppi discografico. 
Nell’album c’è un brano di entrambi, Siamo argento, pubblicato in un album di Dellera e un inedito, La lunga estate calda, composto insieme apposta per questo mini album, poi varie cover. Con che criterio sono state selezionate?
Dellera: Ho scelto Prigioniero del mondo, che in realtà non è stato scritto da Battisti, lo ascoltavo prima del 1993, prima di andare a vivere in Irlanda. Un mio amico di Torino aveva ereditato dal papà una cassetta di Lucio Battisti dove c’era quel brano. Mi piaceva la melodia e quando la canto penso a me stesso o a mia figlia, al mondo intero o alla mia città, dove mi sembra di vivere in una gabbia dorata, vita precaria, ma non di totale difficoltà. Ogni volta che la canto mi emoziona.
De Rubertis: Per quanto mi riguarda avevo fatto il provino di La realtà non esiste di Claudio Rocchi già tre anni fa. Me l’ha fatta scoprire Stefano Ferrari, poi sono andato a sentire altre canzoni di Rocchi trovandole tutte interessanti. Mentre la incidevo ho inserito la registrazione di una batteria suonata da Lino Gitto, sembrava fatta apposta, con le rullate al posto giusto, così l’ho tenuta. Rocchi è stato un artista Cramps negli anni ’70 e anch’io ho pubblicato i dischi de Il Genio con la Cramps, trent’anni dopo. Nell’EP ho cantato My Valentine di Paul McCartney, mentre nel tour abbiamo proposto altre cover come The Universal dei Blur e Boys Keeps Swinging  di Bowie nella versione degli Associates.
Dellera, come va con gli Afterhours dopo che Manuel è stato impegnato come giudice a X Factor?
Nel 2017 ho fatto due tour con gli Afterhours, macchina grossa e oliata, che usa volumi incredibili. Diverso è suonare per un’ora e mezza in duo in una situazione più intima e acustica. Con gli Afterhours sei impegnato, ma non al centro della scena, per Manuel è diverso, lui deve cantare e non può permettersi di salire senza voce e senza concentrazione. Manuel ha un altro lavoro da seguire che lo impegna. E’ stato dirompente per la sua vita. Quando ci ha accennato della proposta di fare il giudice a X Factor è stato scioccante per tutti. X Factor è un contenitore che è cambiato nel tempo, oggi è un megafono utilizzato da tanti artisti che vanno a presentare il loro disco. Entrare in un programma che appartiene al nazional popolare è una cosa strana per chi ha fatto il percorso degli Afterhours, ma Manuel ha fatto i suoi conti e sta andando benissimo. Con la recente uscita della super raccolta Foto di Pura Gioia Antologia 1987-2017 gli Afterhours hanno fissato 30 anni di carriera. Io sono con loro da una dozzina d’anni e il prossimo impegno di gruppo riguarda il concerto del Forum fissato per il 10 aprile 2018. Ne stiamo parlando, anche per i numerosi ospiti che verranno a trovarci sul palco, ma ancora non si anticipa nulla.
State pensando di realizzare nuovi album come solisti?
Dellera: Avevo pronte quattro tracce e pensavo di uscire con un EP, ma aspettando e rimandando credo che proseguirò il lavoro con altre canzoni per un album completo. Avrei in mente di fare un disco con musica super pop, poi però quando lo faccio sentire gli amici mi avvisano che il super pop è da un’altra parte.  A parte ciò ho registrato molte basi per un prossimo album dei The 
Wintstons. Siamo andati a Londra e per alcuni giorni abbiamo stazionato negli studi che furono di Mike Oldfield e che adesso gestisce il figlio. Nel 2018 prevedo l’uscita del mio album da solista e quello dei The Winstons. 
De Rubertis: Nel 2018 sarà pronto anche il mio nuovo album da solista dopo L’universo elegante del 2015, album che conteneva il duetto con Amanda Lear (Mai più) e quello con Giovanardi (Magnifica notte). I brani sono tutti pronti, sto cercando l’interesse di un’etichetta che creda nel progetto in modo da terminare il disco con i missaggi.
Dellera e De Rubertis
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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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