Tina Turner: «La mia musica per guarire il mondo»

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Regina del rock? Ex regina del rock? Ad ascoltarla negli anni ’60, quella voce sembrava un passaporto per l’eternità. E in effetti è così. Eppure gli anni passano, le persone cambiano: nuove età, nuove consapevolezze. Arriva un disco come Beyond Awakening e allora anche le certezze iniziano a sgretolarsi. Qual è la vera Tina Turner? La voce graffiante che tutti noi abbiamo conosciuto, o quella dei canti religiosi del progetto Beyond? In realtà, Tina Turner è sempre lei: personaggio e donna. Cambia il veicolo, rimane il messaggio. Rimane un legame con un passato che rivendica: anche quello, sostiene, sempre accompagnato dalla religione. Per saperne di più dovremo aspettare ottobre, con l’uscita di una nuova autobiografia, Tina Turner: my love story, scritta insieme a Deborah Davis e Dominik Wichmann. Nel frattempo, proviamo a soddisfare qualche curiosità…

Da regina del rock a cantante spirituale. Dobbiamo dimenticarci la “cattiva ragazza” degli anni ’60?
Ho fatto la cantante rock fino al 2009 e credo di essermi comportata egregiamente. Poi, su invito di Regula Curti, ho iniziato a collaborare con il progetto Beyond. Questa è la mia vita e commetterei un errore se la dividessi in due fasi distinte. Sono sempre io. E, anche da giovane, il mio percorso non sarebbe stato possibile senza la spiritualità.

Se, anche allora, alla base di tutto c’era la spiritualità, perché servirsi di “sovrastrutture” (anche estetiche)?
Ero giovane: avevo bisogno di costruirmi un personaggio.

E ora?
Ora sento di essere pronta per delle nuove esperienze. Raccontare la mia storia: condividere il mio percorso di crescita e farlo con il maggior numero di gente possibile. Avevo sempre saputo che l’avrei fatto un giorno o l’altro.

Per la gloria?
Per aiutare le persone che mi ascoltano con le stesse parole che hanno aiutato me. Per provare a guarire il mondo, a elevarlo da tutte le brutture che lo caratterizzano.

Al disco hanno lavorato sei cantanti provenienti da sei Paesi diversi…
E con sei culture diverse. L’obiettivo è sempre lo stesso: sensibilizzare il maggior numero di persone possibili. Abbattere le barriere. Fare sì che sempre più artisti abbraccino questo progetto perché, attraverso la preghiera, è davvero possibile elevare il mondo, muovendosi tutti insieme nella stessa direzione.

Ci sono solo obiettivi universali nella sua vita?
No, per il futuro punto di trascorrere molto tempo a casa, con mio marito e i miei amici.

Con una parentesi: il musical dedicato a lei.
Avevo annunciato il ritiro. Mi ha costretto a “mettere il naso fuori di casa” per impegni lavorativi.

E com’è andata?
Molto bene. Il cast è ottimo e sono felice che sarà Adrienne Warren a interpretarmi.

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Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia. Mi trovate anche su D.Repubblica.it, Amica.it, La Nuova Venezia, il Mattino di Padova e la Tribuna di Treviso.

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