15 anni senza il geniale Signor G

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Giorgio Gaber

Era particolare in tutti i sensi. E anche per andarsene scelse un giorno particolare, il Capodanno di 15 anni fa. I suoi quasi 64 anni Giorgio Gaber li ha vissuti in modo straordinario, lasciandoci un’eredità artistica eccezionale. Fu tra i primissimi a intuire la forza del rock’n’roll. Poi ebbe grande successo con canzoni a volte delicate ed eleganti, più spesso ironiche e taglienti che ben raccontavano luoghi e persone della Milano anni ‘60. Persona perennemente alla ricerca di qualcosa di nuovo, proprio nel momento del maggior successo commerciale scelse di immergersi anima e corpo nel cosiddetto teatro-canzone, scrivendo a quattro mani con Sandro Luporini una lunga serie di lavori indimenticabili: Il signor G, I borghesi, Far finta di essere sani, Anche per oggi non si vola, Polli d’allevamento, Io se fossi Gaber e altri.

Qui voglio ricordarlo con aforismi e citazioni tratte dalle sue canzoni…

● «Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono».

● «Abbiamo fatto l’Europa, ora facciamo anche l’Italia».

● «Libertà è partecipazione».

● «Un’idea, un concetto, un’idea, finché resta un’idea è soltanto un’astrazione. Se potessi mangiare un’idea, avrei fatto la mia rivoluzione».

«Guardo molto dentro me stesso. Non è rabbia: è autoanalisi. Serve a farmi capire gli altri, ma serve anche a me per resistere all’omologazione imperante».

● «Molti hanno aperto le ali senza essere capaci di volare, come gabbiani ipotetici».

● «No, non fa male credere, fa molto male credere male».

● «Io se fossi Dio, non avrei fatto gli errori di mio figlio, e sull’amore e sulla carità mi sarei spiegato un po’ meglio».

● «Il falso è misterioso e assai più oscuro se mescolato insieme a un po’ di vero».

● «Non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me».

● «Ci sono due tipi di artisti: quelli che vogliono passare alla storia e quelli che si accontentano di passare alla cassa».

● «Non insegnate ai bambini, non insegnate la vostra morale… è così stanca e malata… potrebbe far male… forse una grave imprudenza è lasciarli in balia di una falsa coscienza».

● «Tra l’avere la sensazione che il mondo sia una cosa poco seria e il muovercisi dentro perfettamente a proprio agio, esiste la stessa differenza che c’è tra l’avere il senso del comico e l’essere ridicoli».

● «Non si è mai abbastanza coraggiosi da essere vigliacchi definitivamente».

● «L’appartenenza è avere gli altri dentro di sé».

● «Non c’è niente da fare: in amore il pensare è niente, il sentire è tutto».

● «Le più belle trombate della mia vita le ho fatte da solo».

● «A volte la differenza fra star bene e star male è piccolissima ed è anche una questione di volontà».

● «C’è una fine per tutto e non è detto che sia sempre la morte».

Foto di Guido Harari
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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".

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