Ecco quali sono i dischi più attesi nel 2018

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i dischi più attesi nel 2018

Dopo un 2017 in cui abbiamo digerito a fatica la perdita di due nomi fondamentali della musica degli ultimi trent’anni, come Chris Cornell e Chester Bennington, dopo aver archiviato la discografia e i concerti di band come Soundgarden e Linkin Park, andiamo a vedere quali sono i dischi più attesi nel 2018.

Dopo l’annuncio del tour che li vedrà anche in Italia la prossima estate, i Gorillaz torneranno molto probabilmente con un nuovo album. «Stiamo lavorando al prossimo disco dei Gorillaz, uscirà il prossimo anno», ha fatto sapere a dicembre Jamie Hewlett, il socio di Damon Albarn. «Abbiamo iniziato senza prenderci pause. Di solito facciamo passare quattro o cinque anni tra un album e il successivo, ma questa volta avevamo voglia di continuare.»

Manca a tutti il nuovo album degli Arctic Monkeys. E ci sarà: lo scorso settembre sul settimanale motociclistico For The Ride il bassista Nick O’Malley ha parlato del lavoro in studio della band. I tempi non sono ancora noti, molto probabilmente uscirà nella seconda parte dell’anno. E sono passati “solo” 5 anni da quella perla di AM.

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Quello che forse attendo con ansia è il nuovo disco di Jack White: si intitola Boarding House Reach, e come ha raccontato lo stesso  White in un’intervista sarà un disco bizzarro, registrato in un posto molto appartato, quasi isolato dal mondo.
«Ho intenzione di scrivere canzoni dove non posso essere ascoltato dai vicini. Non voglio scrivere pezzi sugli strumenti o canticchiando le melodie, ma voglio fare tutto in silenzio, nella mia testa, utilizzando solamente una stanza». A distanza di 3 anni, il sequel di Lazaretto arriverà nel 2018, anche se non sappiamo ancora le tempistiche esatte. Spero che i miei vicini abbiano il piacere di ascoltarlo direttamente dalle mie casse.

Il prossimo 9 febbraio uscirà Always Ascending il nuovo album dei Franz Ferdinand: con un importante cambio nella line up del gruppo (con Dino Bardot e Julian Corrie che rimpiazzano Nick McCarthy) e con nuovo produttore e nuove sonorità.  «Questo disco sarà diverso rispetto ai nostri album precedenti, non è solo un album fatto con la chitarra» ha raccontato il frontman Alex Kapranos.

Uscirà il prossimo 2 marzo il nuovo album di Moby: si intitola Everything Was Beautiful, and Nothing Hurt ed uscirà il 2 marzo 2018. Si annuncia un disco trip hop, che esce due anni dopo These Systems Are Failing.  È stato registrato nella camera da letto dello stesso Moby durante la primavera e l’estate del 2017: l’artista tratta l’individuo e analizza le scelte distruttive fatte lungo il percorso, esplorando temi come l’individualità, la vulnerabilità, la fede e la frattura dell’umanità.

Moby

E poi passiamo ai Prodigy: non si sa ancora molto del successore di The Day Is My Enemy del 2015.  Il gruppo ha annunciato l’arrivo del nuovo disco con un post su Facebook: sarà prodotto dalla Take Me To The Hospital, l’etichetta di proprietà del gruppo. I membri non rilasciano interviste, ma è in lavorazione. Aspetteremo.

Tanti altri ancora sono gli artisti che attendiamo: dagli Interpol ai The 1975, dai Fall Out Boy ai Manic Street Preachers

E poi restano quelli ancora “oscuri”, quegli album di cui ancora si sa troppo poco: dai Megadeth Ozzy Osbourne, dai Muse agli Offspring, e chissà magari sarà l’anno buono dei Tool, ma forse questo è l’anno della pace nel mondo, che è un po’ quello che mi trasmette Moby, ogni volta che fa un disco.

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Nasce a Roma nel 1989 pochi mesi prima che cada il muro di Berlino. Studente di Storia, non religioso, beatlesiano convinto. Fino al 2015 ha gestito la webzine Robadarocker.com. Poeta a tempo indeterminato, rockettaro nel cuore, ama scrivere di musica.

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