Magnifici ottantenni: Celentano, Conte, Vanoni, Paoli, Mogol, Baudo, Arbore

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In questi giorni si è molto parlato, giustamente, degli 80 anni di Adriano Celentano, uno degli artisti italiani più longevi e geniali, capace di reinventarsi in continuazione e di imporsi anche come attore oltre che come cantante. In tempi recenti è tornato a riempire l’Arena di Verona e a scalare le classifiche di vendita, prima con Le migliori, poi con il cofanetto Tutte le migliori, album realizzati in coppia con una vera signora della canzone italiana, Mina (anche se lei di anni ne ha “soltanto” 77, essendo nata il 25 marzo 1940).
Nell’ormai lontano 1968 Celentano era già famosissimo da una decina d’anni: la sua strada s’incrociò con quella di un allora sconosciuto autore, Paolo Conte, avvocato in quel di Asti: assieme al già rodato Vito Pallavicini, aveva scritto una canzone che pareva essere stata cucita addosso al Molleggiato, Azzurro, poi diventato un successo epocale non solo in Italia. I due avevano in comune la data di nascita, 6 gennaio, anche se a un anno di distanza l’uno dall’altro.
ottantenniOggi hanno rispettivamente 80 e 81 anni. E non sono gli unici ottuagenari che continuano a tenere alta la bandiera della musica italiana. Per esempio, c’è un signore che il 29 gennaio compirà la bellezza di 92 anni che continua a fare concerti ed è considerato il più autorevole chitarrista italiano in ambito jazz: si chiama Franco Cerri. Chi ha qualche anno in più probabilmente lo ricorderà col nomignolo di “uomo in ammollo” a causa di una pubblicità di cui fu a lungo protagonista. Ma altro che “uomo in ammollo”: qui siamo di fronte a un musicista stimato in tutto il mondo!
Curioso, poi, il caso di un re e una regina della nostra canzone, Ornella Vanoni e Gino Paoli, nati a un giorno di distanza l’una dall’altro: 22 settembre lei, a Milano, 23 settembre lui, a Monfalcone, entrambi nel 1934. Negli anni Sessanta avrebbero vissuto una storia d’amore intensa quanto complicata. Ma quel che più conta è che a 83 anni non ne vogliono sapere di ritirarsi: lei parteciperà al prossimo Festival di Sanremo, lui continua a fare concerti col pianista jazz Danilo Rea.
OttantenniA quota 81, troviamo altri giganti: Mogol (nato a Milano il 17 agosto 1936) e l’immortale Pippo Baudo (nato a Militello il 7 giugno 1936). Dice quest’ultimo: «Il bello degli 80 anni è che li puoi contare, da contemporaneo». Pur se in modo trasversale, Baudo è stato uno dei personaggi che più hanno condizionato – nel bene e nel male – la canzone italiana. E comunque bisogna riconoscergli una levatura artistica nella conduzione di uno show televisivo che i suoi successori si sognano. Faccio un esempio minimo: avere presente il suo spot e quello di Fabio Fazio per promuovere il prossimo Festival di Sanremo? Beh, il suo è davvero ben congeniato, quello di Fazio è urticante.
Qualche parola voglio spenderla anche per due talenti indiscussi che hanno superato l’asticella degli 80 l’estate scorsa, Raoul Casadei (nato a Gatteo il 15 agosto 1937) e Renzo Arbore (nato a Foggia il 24 giugno 1937). Magari il liscio non piace a tutti, ma come si fa a negare l’importanza di Raoul e di tutta la famiglia Casadei (da nonno Secondo al nipote Mirko) nella storia della musica popolare italiana? E che dire di Arbore? La rimessa in onda qualche settimana fa di uno dei suoi programmi più famosi e meglio riusciti, Indietro tutta, ha dimostrato – se mai ce ne fosse ancora bisogno – tutta la sua genialità: lui faceva quelle cose 30 anni fa, oggi ci attorcigliamo attorno a talent, reality e programmi che fanno venire il mal di pancia. Per non dire di come trattava la musica, sia in radio (Bandiera gialla resta un must), sia in televisione (L’altra domenica, D.O.C., etc).
OttantenniPrima di chiudere voglio citare altri ultra ottuagenari che hanno dato parecchio alla musica: c’è il 91enne Teddy Reno (nato a Trieste l’11 luglio 1926), uno che oltre ad avere un grosso successo sia come cantante, sia come attore, ha avuto un ruolo importante nello sviluppo della discografia italiana (parlo degli anni d’oro, non di quel poco che resta). Per l’86enne Gianni Meccia (nato a Ferrara il 2 giugno 1931) a cavallo tra i Cinquanta e i Sessanta fu coniato il termine “cantautore”. E come dimenticare il re della canzone confidenziale all’italiana Fred Bongusto (nato a Campobasso il 6 aprile 1935) e l’“urlatore” Tony Dallara (nato a Campobasso il 30 giugno 1936).
Beh, tutta gente che merita rispetto. E la maggior parte dei nomi fin qui citati continua a far parlare di sé ogni volta che decide di rimettersi in gioco
P.S. Nel corso del 2018 compiranno 80 anni anche Tony Renis, (nato a Milano il 13 maggio 1938), Memo Remigi (nato a Erba il 27 maggio 1938) ed Edoardo Vianello (nato a Roma 24 giugno 1938).
P.S. 2 Ieri ha compiuto 81 anni Jack La Cayenne (nome d’arte di Alberto Longoni, nato a Giussano il 4 gennaio 1937). Probabilmente molti di voi non sanno nemmeno chi è: per lunghi anni è stato uno showman e ballerino di rock’n’roll, all’inizio della sua carriera si esibiva con Adriano Celentano con lo pseudonimo di Torquato il Molleggiato. Pare che Celentano si sia ispirato a lui per le sue celebri “mosse” e per quel nome d’arte che molti usano ancora oggi: “Il Molleggiato”, appunto.

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".

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