Adriano Celentano compie 80 anni: le 10 canzoni indimenticabili

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Adriano Celentano

Oggi compie 80 anni Adriano Celentano. Musica, cinema, televisione: quale altro artista ha segnato il mondo dello spettacolo come lui, dalla fine degli anni cinquanta ad oggi? Qualche caduta e una sfilza di incredibili successi costellano la sua carriera. Noi per celebrarlo abbiamo scelto dieci canzoni che riteniamo “indimenticabili”, ben sapendo che quando si stilano classifiche di questo tipo spesso si nota di più quello che manca rispetto a quello che c’è. La scelta, dovete crederlo, è stata davvero difficile. Per la lista dei suoi dieci film imperdibili cliccate invece qui.

10) 24 mila baci (1961). Celentano va al Festival di Sanremo insieme a Little Tony (allora le canzoni erano interpretate da due diversi cantanti), arriva secondo e vende mezzo milione di copie. Molti anni dopo la canzone finirà anche nella colonna sonora di un film di Kusturica.

9) Acqua e sale (1998). E’ il singolo più famoso di Mina Celentano, l’album inciso dal molleggiato insieme alla Tigre di Cremona. Scritta dagli Audio 2, la canzone è stata un tormentone per molti mesi in tutte le radio italiane. Ne esiste anche una versione del 2007 in spagnolo, incisa da Mina con Miguel Bosè.

8) Pregherò (1962). E’ la versione italiana di Stand by me di Ben E. King e porta inizialmente le firme di Ricky Gianco e Don Backy. Per la prima volta fanno capolino le tematiche religiose tanto care in seguito a Celentano.

7) Il tuo bacio è come un rock (1959). Scritta (come anche 24 mila baci) da Piero Vivarelli e Lucio Fulci (entrambi molto conosciuti anche come registi), la canzone vince il Festival di Ancona e lancia Celentano nel gotha della musica italiana. Una curiosità: la chitarra ritmica è suonata da Giorgio Gaber.

6) Una carezza in un pugno (1968). E’ il lato B di Azzurro, una ballata malinconica che esalta le qualità interpretative di Celentano. Qui la sua voce in primo piano regala alla canzone una credibilità che difficilmente avrebbe potuto acquistare con un altro cantante. Nei cori c’è anche Claudia Mori.

5) La coppia più bella del mondo (1967). Cantata in coppia con Claudia Mori, la canzone non è forse tra le migliori del repertorio di Celentano, ma è quella che più di ogni altra identifica un rapporto, quello con la moglie, capace di resistere per più di mezzo secolo. I due avrebbero poi anche vinto tre anni dopo il Festival di Sanremo con Chi non lavora non fa l’amore.

4) Prisencolinensinainciusol (1972). Per molti è la prima canzone rap della storia. Realtà o leggenda che sia, il pezzo presenta un Celentano capace di uscire da ogni convenzione e cantare in una lingua inesistente, una specie di inglese maccheronico. Il testo non ha alcun significato, ma nonostante questo la canzone scalerà le classifiche di mezza Europa ed entrerà anche in quella degli Stati Uniti. In Italia fu sigla del programma radiofonico Gran varietà.

3) Il ragazzo della via Gluck (1966). Forse la canzone che più rappresenta Celentano, incredibilmente eliminata dal Festival di Sanremo la prima sera. La via Gluck del titolo è la strada di Milano dove il molleggiato era nato quasi trent’anni prima, mentre i temi del testo (da un lato il rimpianto e i ricordi della gioventù, dall’altro una forma di ecologismo allora ancora quasi inedita in Italia)  decretano il successo di un pezzo diventato negli anni un evergreen.

2) L’emozione non ha voce (1999). La stella di Celentano sembrava in declino, ma prima il disco con Mina e poi l’album Io non so parlar d’amore la rilanciano in grande stile. La canzone, scritta da Gianni Bella e Mogol, fa da traino ad un disco che si calcola abbia venduto circa 2 milioni di copie. Ne esiste anche una versione incisa da Celentano nel 2001 insieme a Biagio Antonacci.

1) Azzurro (1968). Scritta da Paolo Conte e Vito Pallavicini, è una delle canzoni italiane più famose di sempre. Alzi la mano chi non si è mai trovato almeno una volta nella vita a canticchiare cerco un po’ d’Africa in giardino o  il treno dei desideri dei miei pensieri all’incontrario va… Al di fuori di qualsiasi analisi critica, quando un pezzo entra nel patrimonio collettivo di una nazione come in questo caso, non si può far altro che togliersi il cappello ed applaudire. Questa, più che una canzone, è leggenda.

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Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

1 COMMENTO

  1. Secondo me Adriano Celentano è il più grande cantante italiano su tutti i punti di vista ha fatto troppe troppe canzoni che meritano soltanto applausi e condivisioni di emozioni ha parlato di tutto quello che riguarda la sfera della vita italiana ….

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