CES 2018: HT-Z9, la prima soundbar Dolby Atmos al mondo

Audio Surround Virtuale tridimensionale con 3 speaker e subwoofer

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Al Consumer Electronic Show – CES, la grande fiera dell’elettronica che si tiene in questi giorni a Las Vegas – Sony ha presentato HT-ZF9, la prima soundbar Dolby Atmos al mondo capace di produrre un audio Surround Virtuale tridimensionale con 3 speaker e subwoofer. Con il nuovo Vertical Surround Engine di Sony, si può godere un realistico audio surround virtuale tridimensionale senza necessità di speaker a soffitto o puntati verso l’alto. È possibile comunque aggiungere anche una coppia di speaker posteriori SA-Z9R, espressamente progettati per accompagnare la soundbar HT-ZF9, e ampliare la portata dell’audio surround.
Altro plus dell’HT-ZF9 è il supporto al pass-through 4K HDR e Dolby Vision 2122 per trasmettere la qualità delle immagini originali direttamente dalla soundbar al televisore, senza alcuna perdita di qualità, colore, nitidezza o luminosità. HT-ZF9 supporta i formati High Resolution Audio, anche da sorgenti USB. In alternativa, si può ascoltare qualsiasi altro file musicale con una qualità vicina all’Alta Risoluzione Audio da dispositivi mobili attraverso la connessione Bluetooth, grazie alla tecnologia DSEE HX; (Digital Sound Enhancement Engine HX).
Al CES Sony ha portato anche la soundbar HT-XF9000 con speaker frontali a 2 canali. Pur avendo meno diffusori, anche questa soundbar offre l’audio surround cinematografico del Dolby Atmos e il Vertical Surround Engine. Entrambi i modelli si collegano wireless e HT-ZF9 dispone anche di connettività Wi-Fi, con Chromecast e Google built-in gestibili anche semplici comandi vocali. Utilizzando uno speaker “smart”, si può riprodurre musica dai servizi di streaming tramite l’HT–ZF9, oppure attivare la riproduzione multi-ambiente. Spotify Connect è in dotazione e grazie a 2 ingressi HDMI e 1 uscita, l’HT-ZF9 può essere collegata a vari dispositivi, ampliando ulteriormente il sistema di home theatre.

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Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.

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