Goodbye, Dolores O’Riordan

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Ci sono notizie che vorremmo proprio non dover leggere, assimilare, accettare. Nel pomeriggio di ieri si è saputo della morte di Dolores O’Riordan, la meravigliosa voce dei Cranberries ed è arrivata dritta allo stomaco come un pugno, con quel disorientamento che provocano le notizie così tristi. Un’artista che muore quando ancora è così giovane e ha lasciato negli anni così tanto nell’immaginario di tutti, si fa davvero fatica a credere che tutto ciò che adesso resta di lei è nei dischi, nelle foto, nei video… Questo rende immortali, per gli artisti è così, ma non cambia ciò che la realtà ci ripete. Il perché Dolores sia volata via non lo sappiamo, e non è questo che interessa, soprattutto in questi momento. Ogni volta che qualche Artista ci lascia per sempre, si fa quasi a gara per elogiarne le doti, i social esplodono con link che spesso si riferiscono alla solita canzone nota (perché in molti casi è l’unica che si conosce nonostante magari una carriera straordinaria).

Ma ieri è andata via non solo un’artista,  ma un’anima unica che almeno per una volta ha toccato le nostra vite con la sua, così tormentata e fragile. Sorrideva spesso, Dolores, e chi ha avuto modo di incontrarla ha detto di lei che era uno scricciolo dolce con una voce potentissima. Aveva l’aria vagamente hippie, ogni tanto, grazie al suo sorriso e al suo viso angelico, come nel video di Animal Instinct. Lei che ha portato avanti la sua battaglia interiore attraverso le sue canzoni e che ha provato ad esorcizzare i suoi demoni cantandoli senza timore. “Salvation Is Free“, “la salvezza è gratis”, dice una sua canzone, e chissà quante volte lo ha ripetuto anche a se stessa. A lei che ha lottato contro un passato da dimenticare, problemi di salute che l’hanno tormentata fino alla fine ma non che le hanno impedito di regalare speranza a chi l’ascoltava. Lei che è stata presa e salvata dalla musica a soli 17 anni e ne ha fatto la sua vita fino a ieri, in quella stanza d’albergo a Londra in cui si trovava proprio per lavorare con il suo gruppo. Potremmo dire tante cose, come ad esempio quanto sia ingiusto andarsene a 46 anni, oppure quanto sia semplicemente tremendo che una persona sola abbia avuto sulle spalle tutto quel dolore che lei portava già nel nome. Ma sarebbe solo retorica senza senso per lei che spesso vestiva di nero e cambiava colore e taglio di capelli quasi in base al suo umore. Con lei se ne va, per me, la bellezza delle cassettine regalate dalle mie amiche, il mio studiare i testi delle canzoni fino alla sfinimento per ricantarle (male) e felice, Bury The Hatchet che ancora canto a memoria, l’ingenuità dei miei 15 anni. E guardi certe persone come fossero eterne, come se non dovessero morire mai, a testimonianza di ciò che eri in quel momento.

Mi risuona nelle mente Promises, e poi la dolcezza di Just My Imagination, Animal Instinct con Dolores e la sua coroncina di margherite in testa. Io la immagino esattamente così e la mia mente si rifiuta di immaginarla in modo diverso. Ferma nel tempo, eterna come la sua voce, eterna come la sua giovinezza.

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Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.

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