Il ’68 protagonista del 29°Trieste Film Festival

Dal 19 al 28 gennaio la retrospettiva Rebels 68. East ‘N’ West Revolution

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Dal 19 al 28 gennaio il Trieste Film Festival festeggia per primo il mitico ’68, l’anno che ha cambiato il costume e la società italiani, con una retrospettiva intitolata Rebels 68. East ‘N’ West Revolution

Nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino (l’edizione zero è datata 1987), il Trieste Film Festival – diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romero – è il primo e più importante appuntamento italiano dedicato al cinema dell’Europa centro-orientale, che continua a essere da trent’anni un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti, se non addirittura  sconosciuti, al pubblico italiano, e più in generale a quello “occidentale”. Più che un festival, un ponte che mette in contatto le diverse latitudini dell’Europa del cinema, scoprendo in anticipo nomi e tendenze destinate a imporsi nel panorama internazionale.

La foto di Carlo Magajna da cui è stato ricavato il manifesto del festival. Ritrae la troupe di Senilità di Mauro Bolognini nel ’62 in piazza Unità d’Italia a Trieste

Dal 19 al 28 gennaio il Trieste Film Festival festeggia per primo il mitico ’68, l’anno che ha cambiato il costume e la società italiani, con una retrospettiva intitolata Rebels 68. East ‘N’ West RevolutionPer primo tra le manifestazioni cinematografiche del 2018 il Trieste Film Festival celebrerà i cinquant’ anni del ’68 con una retrospettiva intitolata Rebels 68. East ‘N’ West Revolution, che fedele allo spirito del TsFF, si farà in due, indagando quell’anno cruciale del secondo Novecento da un doppio punto di vista: quello dell’ovest, con autori come Godard, Roeg e Bertolucci, e quello dell’est, con nomi come Pintilie, Dezsö, Nčmec e Zilnik. Senza dimenticare titoli e personalità che, da Bellocchio a Makavejev a Garrel, hanno anticipato il ’68, o che del ‘68 si sono nutriti, prolungandone lo spirito nelle stagioni a venire. Tra i lungometraggi in cartellone della sezione Concorso arrivano, tra gli altri, dalla Romania Breaking news di Iulia Ruginâ, dall’Ungheria Agitatorok di Dezsö Magyar, dalla Russia Aritmija di Boris Chlebuikov;  Frost di Sharunas Bartas, una produzione russa, ucraina e lituana e Out di György Kristof, prodotto da Russia, Ungheria, Polonia, Slovenia, Estonia. Ancora per la sezione cortometraggi sono in programma dalla Bulgaria Antigone di Martin Dangov, dalla Grecia in coproduzione con la Cina Aria di Myrsini Aristidon, dalla Polonia Pola di Edyta Rembala.
Il 21 gennaio saranno assegnati i premi per i migliori film 2017 assegnati dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani a A ciambra diretto da Jonas Carpignano, miglior film italiano ed Elle di Paul Verhoeven miglior film in assoluto.

 

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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