Bugo, perché hai suonato in una chiesa?

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Stavano impazzendo! I ragazzi di Spettakolo: “Bugo, ti preghiamo , torna da noi! Ci manchi!”.  Mesi e mesi a non scrivere nulla, più di anno, e a Spettakolo era calato il buio….ho pensato “Ok ragazzi, torno a scrivere, e ne sentirete delle belle … o delle brutte …. eh eh! (risata diabolica).

A parte questa premessa, veniamo al titolo dell’articolo: “Bugo, perché hai suonato in una chiesa?”. Il 29 dicembre scorso sono stato invitato dal Comune e dalla Parrocchia di Savignano sul Rubicone per fare una serata in una chiesa. Che io pensavo sconsacrata, così mi avevano riferito dall’agenzia, ma si sbagliavano, la chiesa era ancora in piena attività. Insomma, serata stupenda, posti a sedere tutto esaurito, gente accalcata in piedi.

Qualche giorno dopo mi scrive un ragazzo su Facebook: “Ciao Bugo, ti apprezzo tanto, ma non condivido il fatto di suonare in un luogo come le chiese, dedicate al culto religioso. Tieni presente che non è certo colpa tua, ma della chiesa stessa che ha perso completamente la bussola e la credibilità, forse minata dall’ interno. Lo stesso Battiato ritiene sconveniente suonare in luoghi del genere, che devono essere restituiti al culto religioso. Purtroppo oggi ne vediamo di tutti i colori all’ interno delle chiese, fatte oggetto di iniziative discutibili. Ribadisco che la critica non è rivolta certo a te, tu non hai colpa.”

Ora, ma quanto siamo complicati, mi dico io. Non capisco bene dove voglia andare a parare il ragazzo, che si professa mio fan (questo è importante, essere miei fan!), lo ringrazio per avermi scritto e voglio scrivere due righe di commento, che sono il senso di questo articolo.

A me non interessa capire se la chiesa abbia perso la bussola o meno (non c’è ambiente nella società che non sia in crisi o che non debba riassestarsi in questo momento). A me sembra invece che fare un concerto è un modo per avvicinare le persone alla chiesa, che magari non ci sarebbero mai entrate in quel luogo. Chi entra in chiesa adesso? Chi va a Messa? Pochissimi giovani. Almeno con un concerto si restituisce “famigliarità” ad un luogo ritenuto “distante”. Al culto religioso si può affiancare anche attività per l’avvicinamento della comunità. Tutti in chiesa grazie a Bugo! (sto esagerando, ok mi calmo). Non sono certo qui a difendere un ambiente, quello dei preti e della chiesa, che nella vita mi ha dato gioie e dolori (è normale, i preti sono uomini, non sono divinità, agiscono e sbagliano come noi), ma sono per una chiesa vicina alla gente, non chiusa e settaria. Viene citato Battiato, il perché non lo capisco, anche perché lui non è credente, a lui cosa può interessare se viene fatto un concerto in una chiesa attiva?

Qualcuno ha trovato anche sconveniente che io in scaletta quella sera  cantassi la mia canzone “Io mi rompo i coglioni”. Ecco, quella sera, mi sono girato e ho detto a Gesù: “Mi perdonerai vero? E’ una parolaccia ma non fa del male a nessuno. D’altronde, magari anche tu ti rompi di stare sempre lassù!”

Questo è il mio modo di rapportarmi col divino, che per me è una cosa profondamente umana, che è dentro di noi (poi ognuno decide da sé se ignorarla, ascoltarla o rigettarla). Sono credente? Direi di sì, anche se a volte Quello Lì mi fa arrabbiare! (in realtà ci si arrabbia sempre con se stessi). In scaletta quella sera ho cantato anche un paio di mie canzoni religiose, come “Lamentazione” e “Vorrei avere un dio”. E ricordo con grandissimo piacere tutti i fan accorsi che battevano le mani a tempo e cantavano con me “Dov’è finito il gel?”, così sorridenti, in chiesa, come una messa rock! Fantastico.

Ecco, questo per me è il significato di quella sera: la musica che unisce le persone, ovunque!

Chiudo con questo filmato estratto da un film con Celentano….ciao a tutti, religiosi e non, a chi è poco religioso, chi tanto, chi a metà, chi solo a Natale….ciao! Alla prossima! BUGO

 

 

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Cantautore, nato a Rho (MI) nel 1973 e cresciuto a Cerano, nel novarese. Nel 2000 si trasferisce a Milano, pubblica i primi due album con etichette alternative e nel 2002 sigla un contatto con Universal, con la quale pubblica 5 dischi. Nel 2015 sigla un nuovo contratto con Carosello Records e pubblica l’album “Nessuna scala da salire”, con il singolo apripista “Me la godo”.

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