Ho una cultura e un senso della conoscenza perché ho abbandonato la scuola, navigo la musica perché non ho mai frequentato un conservatorio, ho senso del profondo e del supernaturale perché non ho conosciuto alcuna confessione religiosa.

Che cosa ci qualifica e ci prepara al bacio fondamentale con la vita? L’eresia, la trasgressione piena, spontanea di ogni dogma, e il lavoro su di sé.

io sono un autore politico perché non ho mai preso alcuna tessera di partito, sono autore politico perché non parlo del quotidiano e non scrivo canzoni puntuali su cose di cui tutti pretendono di blaterare per apparire a tutti i costi attuali.

perché sono sempre stato tra chi sa cosa vuol dire provare sulla propria pelle il più autentico dolore.

sono politico perché quando si è trattato di celebrare Tenco e nessuno voleva esibirsi gratis, suggerendo all’organizzatore di ricordare ai colleghi affamati di gloria il debito che tutti abbiamo verso quel ragazzo e le sue idee, mi è stato risposto che la mia era “una bella battuta”.

sono politico perché non cerco un posto di spicco se dirigo un festival o non dirigo un festival per avere un ruolo di spicco, perché non metto in piazza dolori personali e non uso i miei lutti per ottenere considerazione, perché non vedo alcuna differenza tra un principiante e un veterano, sapendo che la differenza è nella qualità dell’opera.

sono un autore politico perché non ho mai dichiarato come verità dogmatica che il tale autore sia stato un grande autore, perché non cerco l’applauso, e quando lo ottengo, pondero dentro me quanto quella risposta automatica dell’entità detta pubblico mi stia ringraziando per un bene ricevuto, o non stia solamente facendo la propria parte di pubblico.

io sono politico perché so che non esiste il mestiere dell’arte, l’arte è un respiro, una qualità di sangue, una condizione interiore, una croce deliziosa ma pur sempre croce, qualcosa che ti fa stare sempre scomodo qualunque posizione adotti, qualcosa che ti fa dire le cose dal lato amaro, che ti spinge a disturbare il sonno generale in cui tutti tendono a cadere, qualcosa che ti fa dire e fare cose non da bambino quando sei bambino e cose non da adulto quando sei un adulto.

sono politico perché capisco che Gustav Jung e Giordano Bruno volevano la stessa cosa, e che l’uno non è mai stato uno scienziato, l’altro mai stato un monaco, e solo per questo non essere ciò che si credeva di loro, hanno potuto indagare l’indicibile senza cedere ai dogmi della scienza ufficiale, né a quelli della dittatura ecclesiastica.

sono politico perché so che Tenco e Pasolini li hanno uccisi gli stessi che li decantano di continuo, e continuano ad ucciderli ogni giorno, in ogni retorica, in ogni censura, in ogni posa di partito, di adattamento alle circostanze, alle mode, alle regole del mercato, in ogni sofismo, in ogni finto rock, in ogni finto scrittore, o poeta, finto regista, tra quelli che ammorbano il mondo ad ogni lustro pretendendo di giungere come messia per la sola abilità di vendersi e accaparrarsi consenso, e per questo assurgono alla beatitudine, quella adulata dai fessi, dai discografici e dagli editori.

sono un autore politico perché non sono di quelli sui quali puntare per fare profitto.

sono politico perché non appartengo ad alcuna fazione, apparato, scuderia, organizzazione, setta, parrocchia, categoria, dimensione, generazione.

perché non insegno filosofia in un ateneo con il solo proposito di ottenere favori intimi dalle studentesse, perché non ho mai pensato che esista la razza, che basti dire “diversamente abile” per rispettare una persona, né che esistano leggi giuste, perché non mi basta vedere aula del parlamento, cattedrale o moschea per sentirmi in un luogo santo, perché non ho mai mai dato per scontato che la bibbia sia un libro sacro solo perché così mi è stato detto, perché faccio ogni volta che posso il mio giro socratico dei sapienti, dei medici, degli arrivati, dei santi, per accorgermi che rimango mille volte più santo, più medico e sapiente se resto concentrato sul mio desiderio anziché eccellere nell’arte di venderlo.

perché il mio senso del piacere è esteso ad ogni dove, così come quello del dolore.

perché non concedo l’elemosina ma se posso offro del cibo, sapendo che chi non lo accetta rivela di non aver bisogno quanto me di mangiare.

sono politico perché non credo.

e perché mi sono stati impartiti sacramenti a forza di schiaffi, perché non ho recitato mai una sola preghiera, ma ho ben chiari i miei concetti di luce e di bene, ed ero insolente già da bimbo  e come tutti i bambini insolenti, più santo dei santi dipinti.

perché sono stato espulso dalle scuole e nella vita non amo altro che il conoscere.

io sono politico perché so che non esiste una regola, uno stato, istituzione né ordinamento di sorta che tengano di fronte a ciò che conta davvero,

ma esiste il mio bene e quando te lo offro senza chiederti nulla in cambio, scintilla come un sole

più fulgido del sole,

più accecante e vivido,

riscaldante e umido,

ed è bene anche per te,

perché siamo una sola cosa,

una cosa sola,

una legge sola,

una scienza sola,

odoriamo dello stesso umore,

sanguiniamo lo stesso sangue,

e io sono più tuo

solo

se so essere mio.

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Musicista e scrittore fuori dagli schemi, ex leader di Underground Life. Ha pubblicato i dischi: Il velluto interiore (1996), Io sono l’angelo (1998), Falene (2004), Sangue bianco (2010, Premio Giacosa 2012); ExLive con Cristiano Godano (2014); ed i libri: Filosofia dell’Aria (1988), L’Officina dei Gemiti (1992), L'ubbidiente giovinezza (1999), Il più dolce delitto (2007), ex - semi di musica vivifica (2013). Centinaia di concerti alle spalle e un nuovo disco e un nuovo romanzo nel prossimo futuro.

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