La forma dell’acqua

Storia d'amore e spionaggio in un laboratorio segreto tra donna delle pulizie e il mostro della laguna nera

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La forma dell’acqua
di Guillermo Del Toro
con Sally Hawkins, Michael Shannon (II), Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg
Voto 7+

La forma dell’acqua, che ha vinto il Leone d’oro a Venezia 74 e ora corre per 13 Oscar, conferma alcune cose a cui Guillermo del Toro ci ha abituato: concepisce un’opera fumetto, la pensa in grande, è ironico fino al grottesco, è lirico fino al kitsch, è politico e se ne frega del cosiddetto realismo. E ripete il modulo horror+ politica+pop del Labirinto del fauno. Stavolta ambienta la sua storia negli USA anni Sessanta, tra case fatiscenti e umide dove le tv in bianco e nero mostrano solo casette linde e perfette, cinema in cui proiettano in continuazione peplum (La storia di Ruth) e un laboratorio militare dove si studiano soluzioni per contrastare la corsa allo spazio dei russi: laboratorio dell’immaginario della fantascienza di  Hollywood e summa dell’America da guerra fredda. Protagonisti la donna delle pulizie muta Sally Hawkins (con uno strano shock alle spalle) in coppia con una collega nera che chiacchiera per due, un disegnatore in crisi e al verde (Richard Jenkins), un Man-in-Black dei servizi segreti (Michael Shannon) che ha portato nel laboratorio la creatura del Mostro della laguna nera (e lo tortura per avere il suo segreto, una vita migliore e una Cadillac), una spia sovietica celata nei panni di uno scienziato. Tutti disegnati a coi tratti del pulp, dell’horror, del comic alla Will Eisner. In sostanza si racconta anche qui la lotta tra i buoni e i cattivi con divisioni rigide: il Man-in-Black è militarista e fascista, la creatura è “pura” perché selvaggia, la muta è nobile perché è aperta alla diversità, la spia russa non è del tutto “sovietica” perché è una persona perbene, il disegnatore ha il parrucchino e agogna i capelli. Il tema, affrontato in chiave situazione-disperata-ma-non-seria è  “prendere posizione e compromettersi”. Battuta chiave se non fai niente, non sei niente. E solo l’Amore (tra la Bella e la Bestia) ci potrà salvare. Anche sott’acqua. Voto alto per la fattura un po’ fumetto un po’ barocca colorata in verde umido, ma lo troviamo solo divertente, forse malinconico…

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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