Per i Ninja la guerra fra SIAE e Soundreef si combatte sui social

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C’è uno strano sospetto che serpeggia fra gli internauti più attenti. Una coincidenza che ha lasciato quantomeno perplessi da quando Ninja Marketing, uno dei blog più seguiti e autorevoli in materia di marketing e comunicazione, ha sollevato la questione. Secondo un’inchiesta della testata, ci sarebbero delle corrispondenze fra gli hater di Soundreef e la SIAE.

La guerra fra le società di raccolta dei diritti d’autore è ormai cosa nota. La concorrenza diretta con la SIAE, monopolio italiano delle royalties, non è mai stata vista di buon occhio. Mentre una direttiva del Parlamento Europeo riconosce agli artisti la libertà di scegliere a quale società affidarsi, il governo italiano continua a difendere la gestione esclusiva della SIAE, pur assolvendo parzialmente all’obbligo di consentire ad altri (enti non-profit) di occuparsi delle raccolta dei diritti. La startup di Davide D’Atri, che ormai conta più di 11mila artisti italiani, si è adeguata al cavillo burocratico stringendo a inizio anno un accordo con la non-profit Lea (Liberi Editori Autori).

Grazie alla sua crescente popolarità, la proposta alternativa di Soundreef sta iniziando a rosicchiare qualche fetta di mercato di troppo; o almeno questo è quello che emergerebbe dall’indagine di Ninja Marketing, partita in seguito ad una segnalazione della stessa Soundreef.  Ci sarebbero degli hater sguinzagliati per screditare la startup di Davide D’Atri, che sarebbero riconducibili alla SIAE.

In prima battuta, si analizza l’approccio del blog D’Anews Italia (Diritto d’autore News Italia), gestito da “persone comuni” e seguito sui social da sporadici follower che decantano la SIAE come alternativa migliore. In base a un check dei numeri di cellulare collegati alla procedura di recupero password, la persona dietro i vari account sarebbe la stessa. Inoltre, l’email impostata per il recupero password del blog in questione, risponde al nome dominio siae.it.

In seguito ad alcuni dubbi avanzati nei confronti di questa ipotesi, Ninja Marketing ha effettuato ulteriori verifiche contattando direttamente l’ufficio stampa della SIAE, come ha spiegato ieri in un follow-up dell’inchiesta. Il direttore marketing SIAE sostiene che non si tratti di un dipendente diretto, ma che potrebbe eventualmente trattarsi di un mandatario SIAE, non direttamente collegato alla società e con il quale non sussisterebbe “alcuna relazione. Dietro i tweet non ci sono account fake ma persone”.

Attualmente la vicenda presenta quindi ancora dei contorni fumosi, che potrebbero presto delinearsi, se il blog D’Anews deciderà di rispondere alle domande dei ninja marketers. La saga continua.

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Nata e cresciuta in Germania come immigrata italiana di seconda generazione. Dopo il liceo si è trasferita a Roma per studiare lettere, poi a Venezia e infine a Milano per lavoro.

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