Arriva lo specchio digitale e va subito di moda.

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Che disagio quando stretti nel camerino – con i vestiti in mano perché non si sa mai dove appoggiarli – scopriamo che abbiamo sbagliato taglia o colore! Per cercare il nostro capo preferito nella giusta misura dobbiamo rivestirci e uscire per poi tornare a interrogare lo specchio…e non è detto che il capo perfetto per noi, sia disponibile. La soluzione l’hanno trovata Mango e Vodafone che si avviano a dotare i principali negozi del brand di camerini digitali, ennesima realizzazione dell’Internet of Things. Tutto ruota attorno a uno specchio digitale – basato appunto su tecnologie IoT, progettato da Mango e sviluppato da Vodafone in collaborazione con Jogotec – che permette ai clienti di scansionare le etichette all’interno del camerino e di contattare lo staff per richiedere altre taglie o colori. Lo specchio suggerisce anche altri articoli da abbinare al capo scelto. Tutto per offrire ai clienti i pieno supporto, e ridurre lo stress dello shopping.

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Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.

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