Il filo nascosto

Un sarto assoluto e la sua donna, modella, schiava, padrona. La trama segreta del cinema

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Il filo nascosto
di Paul Thomas Anderson.
con Daniel Day-Lewis, Vicky Krieps, Lesley Manville, Sue Clark, Joan Brown, Camilla Rutherford.
Voto 9

Siamo negli anni Cinquanta. C’è un grandissimo sarto di haute couture che veste principesse e grandi dame, che usa l’ago come un pittore usa i pennelli sottili, che mette etichette “magiche” nascoste nel tessuto come si metterebbero le parole in un Golem, che usa col massimo dispotismo le donne e le convince con le sue fervide dichiarazioni sulla solitudine, che dona i suoi abiti ma anche li riprende se una cliente non lo merita. Incontra una cameriera e ne fa una modella, un’operaia, un’amante, un’assistente. La modella fa di lui uno schiavo d’amore e non vi possiamo dire come lo tiene legato a sè, ma sappiate che questa storia, cha ha atmosfere del primo Hitchcock, che usa le riprese dalle macchine guidate come Hitchcock usava i trasparenti e che è parente di tutte le perversioni immaginabili (ma non immaginerete quella giusta), cuce gli occhi al film per almeno 100 minuti su 130, fluida, ossessiva, e poi lascia appena appena le redini per calarvi in un bellissimo incubo. Anderson (Boogie Nights, Ubriaco d’amore, Il petroliere, The Master)  ha superato se stesso in eleganza e usa il suo attore feticcio (Day-Lewis) che sostiene di chiudere dopo questo film. Ma l’attrice (Vicky Krieps), ah, l’attrice…

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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