Spotify chiude la versione pirata e gli utenti insorgono

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Spotify ha bloccato la sua versione pirata, grazie alla quale si potevano bypassare tutti i limiti della versione free (un numero limitato di skip, gli inserti pubblicitari, ecc) e con una mail ha avvisato gli utenti che utilizzavano il servizio Premium illegalmente per avvisarli che avrebbe provveduto a sospendere o chiudere i loro account se avessero continuato a truffare l’azienda.

In un mondo normale la storia si sarebbe chiusa qui. Ma non in Italia. Ed è così che i truffatori si sono rivoltati contro l’azienda truffata a colpi di cattive recensioni perchè obbligati ad usufruire della versione free.

Come sempre in queste occasioni la qualità dei commenti è esilarante (e con un italiano che farebbe invidia alla Treccani): c’è chi usa le maniere forti, convinto di aver subito un torto e dice che «Non è possibile pagare seriamente 10€ al mese per pagare della musica che poi, parliamoci da amici, NESSUNO ACQUISTA LA MUSICA, FIGURIAMOCI COMPRARE UN ACCOUNT PREMIUM DA OAGARE OGNI MESE, CON STI SOLDI VADO A TROI*». O anche «MA COSA VI ASPETTAVATE? CHE LA GENTE NON FACESSE NIENTE? E SIETE ANCHE CONVINTI DI AVER FATTO LA FURBATA».
Altri invece sono più amichevoli e cercano di far ragionare Spotify «Ok, non è giusto che tutti usiamo la versione craccata, ma non è giusto nemmeno il fatto che per sentirsi un po’ di musica bisogna pagare 10 euro».
Ovviamente non manca mai una bella dose di razzismo «Fate schifo come i bambini neri». E su quest’ultimo commento è davvero il caso di chiudere la questione.

Se davanti a certi personaggi è inutile anche solo provare a spiegare che la musica non solo ha un valore, ma è anche giusto che ce l’abbia, ci piacerebbe citare un grande Amante della musica, Luca De Gennaro, che sulla questione ha scritto poche semplici parole: non ci meritiamo la modernità. E probabilmente ha ragione.

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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