Benvenuti a casa mia

Intellettuale di sinistra francese ospita, controvoglia, una famiglia zingara

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Benvenuti a casa mia
di Philippe de Chauveron
con Christian Clavier, Ary Abittan, Elsa Zylberstein, Cyril Lecomte, Nanou Garcia, Mirela Nicolau, Sofiia Manousha, Ioana Visalon.
Voto: déjà-vu

In Benvenuti ma non troppo (uscito qualche tempo fa) si immaginava che il governo delle sinistre in Francia avrebbe imposto a chi aveva una bella casa calda di accogliere i sans-papier. La trovata di A bras ouvert (tradotto Benvenuti a casa mia) è che un intellettuale di sinistra con villa, cattedra e molti libri di successo dica in un duello tv con un poltico di destra che accoglierebbe gli zingari in casa sua. Subito una famiglia di rom, istigata da un banale sfrattato francese, gli si installa in villa. Così chi predica bene e razzola con la gauche champagne è punito. C’è da dire che l’ipotesi fa ridere quanto le prediche populiste sentite in campagna elettorale. Gli zingari rubano, mangiano talpe, fanno tanta cacca, bevono intrugli e girano con un martello per picchiare chi gli svergina le figlie. Per ridere, ovvio. Clavier fa le mossette insaccato in una camicia alla Bernard Henry-Levi e si contraddice. Il messaggio è che l’intellettuale di sinistra è ingordo, quello di destra è un gay nascosto, lo zingaro sembra un figurante di Kusturika e il francese medio uno scroccone libidinoso. Ok, mentono tutti. Alla prossima.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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