Giorgia chiude l’Oronero live incantando Padova con la sua voce (racconto e scaletta)

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Foto: Francesco Prandoni

Giorgia è una sorta di miracolo, di mistero della natura: come faccia uno scricciolo di 50 kg o giù di lì a tirar fuori così tanta potenza vocale, per noi comuni mortali rimane un mistero. E siccome fortunatamente questo miracolo vivente canta e fa tour, abbiamo la fortuna e il privilegio di goderne dal vivo, potendo rimanere totalmente affascinati ed estasiati davanti al fenomeno soprannaturale della più bella voce italiana da Mina in poi.

Ieri sera a Padova è andato in scena il penultimo dei sei concerti in cui Giorgia ha voluto celebrare un anno di successi con Oronero prima e Oronero live poi (pubblicato lo scorso 19 gennaio). Solamente sei live, in tre sole città: due a Roma, due a Milano e due a Padova (stasera l’ultima replica) per salutare ancora una volta il pubblico, che risponde alla chiamata riempiendo la Kioene Arena.
Il palco è centrale, come a voler prendere tutto l’abbraccio dei presenti, e sul palco con la cantautrice romana ci sono Sonny T. (Thompson) al basso, Giorgio Secco alle chitarre, Gianluca Ballarin alle tastiere, Claudio Storniolo al piano e Mylious Johnson alla batteria.

La scaletta è ben strutturata, con 25 brani per due ore e mezza di musica, e ruota attorno al fortunato ultimo tour di Oronero, con 6 brani tratti dall’album uscito nel 2016 ed entrambi gli inediti della riedizione, ovvero Come neve (stavolta senza Marco Mengoni) e Chiamami tu, che sfocia in un medley con Turn your lights down low di Bob Marley. In mezzo anche tante hit, da Vivi davvero a Gocce di memoria, fino alle immancabili E poi, Come saprei e Di Sole e d’azzurro, seguita da un’ovazione del pubblico durata qualche minuto.
Non mancano le collaborazioni e gli intermezzi: su Vivi davvero troviamo l’accompagnamento degli PsycoDrummers, mentre per Tu mi porti su è la volta dei Man in brass. C’è spazio anche per apprezzare le qualità dell’ottima band che accompagna la cantante romana, e allora eccoli esibirsi in un medley che lega Jimi Hendrix e uno dei suoi tanti eredi, Lenny Kravitz, partendo da Hey Joe, passando per American Woman e arrivando fino a Are You Gonna Go My Way, brano d’esordio del cantautore newyorkese che si rifà proprio al suo “mentore”.
Un’altra, meritata, standing ovation arriva al momento dei bis quando, nel fare un breve medley di canzoni in voga 20 anni fa, nel 1998, Giorgia chiude con Onde, di Alex Baroni, che fino a pochi mesi prima della morte era stato il fidanzato di lunga data della cantante romana. Il lungo tributo del pubblico alla memoria dell’artista scomparso e le parole con cui Giorgia ricorda Alex (“bisogna mantenere vivo il ricordo di un artista celebrando la sua opera”) rendono il giusto omaggio ad un talento della musica italiana scomparso troppo presto.
Chiude lo show Credo, sempre tratta da Oronero, ed un’altra standing ovation accompagna Giorgia e la band giù dal palco, a ricevere l’ultimo abbraccio del pubblico  prima di rientrare nei camerini.

Stasera ultima replica, i pochi biglietti rimasti si trovano su Zedlive.

Questa la scaletta del concerto:
1. Oronero
2. Il mio giorno migliore
3. E’ l’amore che conta
4. Chiamami tu / Turn your lights down low
5. Mutevole
6. Vivi davvero
7. Scelgo ancora te
8. Hey Joe / American woman / Are you gonna go my way
9. Quando una stella muore
10. Non mi ami
11. Gocce di memoria
12. Regina di notte
13. Come saprei
14. E poi
15. Per fare a meno di te
16. L’eternità
17. Vado via
18. Tu mi porti su
19. Di Sole e d’azzurro
20. Marzo
21. Io fra tanti
22. Come neve

23. Per non pensarti
24. My love is your love / I don’t want to miss a thing / My heart will go on / Onde
25. Credo

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Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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