Laura Pausini racconta il suo nuovo album “Fatti sentire”: «La mia nuova vita inizia qui»

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Laura Pausini

Laura Pausini si diverte a mettersi nei panni di una hostess per annunciare la partenza di un volo di Alilaura effettuato da un Airbus stipato di giornalisti, blogger, fotografi, operatori. Tutti imbarcati per andare a Roma per il lancio del suo nuovo album, Fatti sentire. Durante il volo, dopo aver servito da bere a chi è seduto nelle prime file, prende il microfono e spiega il senso di questa “gita”: «Vorrei farvi entrare per un giorno nella mia vita. Una vita nella quale mi capita di prendere anche tre voli nel giro di 24 ore. Raramente uso voli privati, sono quasi sempre voli di linea. Insomma, anche questo è un modo per cercare di farvi capire qual è il mio mondo. Un po’ come è successo con le canzoni del disco, che non sono autobiografiche, ma raccontano storie successe anche a me. Questo titolo, Fatti sentire, vuole essere un invito ad avere coraggio, ad andare avanti, avere fiducia in sé stessi. Io in passato spesso ho fatto di tutto per piacere a tutti, a volte sbagliando. Vista su un palco posso apparire una persona forte, quasi invincibile, in realtà sono molto fragile. Mi basta scendere quei 5 gradini per mostrare la parte più fragile».

Laura Pausini parla a ruota libera del suo nuovo lavoro, che contiene 14 brani molti diversi uno dall’altro: ci sono alcune ballate, ma anche reggaeton, baciata, accenni al rap, funk, power pop. «Chi mi conosce lo sa: sono una maniaca dei calendari. In questo caso invece è successo tutto per caso. Ho iniziato ad ascoltare canzoni anche di autori che non conoscevo. Ho selezionato circa 40 brani, partendo sempre dalle parole. Poi ne ho provinati una ventina e ne ho inciso 14… Non so ancora quando, ma prima o poi uscirà anche la seconda parte di questo lavoro…».
Lei andrebbe avanti a parlare per ore, ma il volo dura poco e il capo degli assistenti di volo le chiede di sedersi. Dopo l’atterraggio, si rimette nei panni di una hostess e dà il benvenuto a Roma. La prima versione le pare un po’ poco professionale, così concede il replay: stavolta eccede con l’impostazione della voce e pare quasi un annuncio porno.
Laura è emozionata e non fa niente per nasconderlo. Parla a braccia, ogni tanto saltando di palo in frasca. «Ho alle spalle 25 anni di carriera, e alcune cose le ho imparate. Ma se uno non è più capace di farsi travolgere dall’emozione vuol dire che c’è qualcosa che non va».
Dice che Fatti sentire vuole essere uno slogan catalizzatore di varie iniziative. Una l’annuncia a sorpresa senza averla anticipata nemmeno ai diretti interessati: il 21 e 22 luglio canterà al Circo Massimo di Roma, due eventi speciali che anticipano un lungo tour mondiale. Ebbene, per l’occasione invita a salire sul palco coloro che le hanno dato una mano a scrivere le canzoni dell’album in veste d’autore ma che nella vita sono anche cantanti: Niccolò Agliardi, Enrico Nigiotti, Tony Maiello.
Tornando a parlare dell’album, aggiunge che «il filo conduttore è rappresentato dalle storie di persone che si trovano di fronte a una scelta. Possono essere scelte di vita o che riguardano un solo istante, ma che comunque in quel momento per loro sono difficili da prendere».
Non c’è nessun brano intitolato Fatti sentire: il titolo è celato nella parte finale della canzone Il coraggio di andare, che chiude l’album: «Cantandolo, davanti al microfono in studio ad occhi chiusi, mi è venuto naturale aggiungere “Fatti sentire”. Lo ripeto spesso come fosse un mantra, sussurrato, parlato, declamato, urlato, Fatti sentire. E così ho sentito che quelle due parole più di ogni altra cosa rappresentavano il mio disco, il messaggio che volevo dare».
Laura PausiniLe vengono le lacrime agli occhi quando parla di Francesca (Piccola aliena): «Era una mia cuginetta affetta da una rara malattia genetica, è morta che non aveva nemmeno tre anni. Per esorcizzare quel dramma, sua madre ha scritto una favola. Io ho voluto scrivere questa canzone, i cui diritti andranno a Bimbo tu, un’associazione che aiuta i bimbi malati».
A chi le chiede come mai le donne negli ultimi tempi sono praticamente sparite dalle classifiche, risponde convinta: «Non ho risposte a questa domanda. Però vedo che mai come oggi le donne si sono mostrate unite di fronte, per esempio, agli scandali sessuali che sono avvenuti a Hollywood. Lo hanno dimostrato durante gli Osca e in tante altre occasioni. E poi vedo che oggi qui davanti a me ci sono tantissime donne: 25 anni fa, quando ho iniziato, non era così. Anche se ancora c’è tanta strada da fare, forse qualcosa sta iniziando a cambiare».
Poi parla della musica italiana nel mondo, e dice senza girarci troppo intorno che se fino a 10 anni fa era “di moda”, oggi non lo è più. Adesso i generi imperanti sono il reggaeton e la trap. Ma proprio per questo chi come lei propone ballate ora è considerato chic.
Conclude la sua chiacchierata a ruota libera cercando di sintetizzare in poche parole i suoi 25 anni di carriera: «Presentare Sanremo? No, non sono pronta: di fronte a quel palco reagisco con troppa emotività, e rischierei un patatrac! Ovviamente in 25 anni sono successe tante cose, credo di non aver fatto mai niente di male, niente di cui dovermi vergognare. Ho fatto tanti incontri, ho conosciuto bellissime persone, ho lavorato come un mulo: chi mi conosce lo sa che sono testarda e che se voglio qualcosa faccio tutto ciò che è in mio potere per averla. Ora sto iniziando a pensare alla scaletta del tour. Scegliere le canzoni da cantare non è mai facile. So che molti fan non vorrebbero i grandi successi come La solitudine, Strani amori, E ritorno da te, Tra te e il mare, Resta in ascolto. E anche a me piacerebbe cantare canzoni che non ho mai cantato o non canto da anni. Ma poi come si fa a non cantare certi brani. Tanta gente si arrabbierebbe. Allora devo trovare il giusto compromesso, e quando ci penso non ci dormo la notte. Ormai ho inciso 13 album, quindi le canzoni iniziano ad essere davvero tante. Io le amo tutte. Forse dovrei fare 13 tour e in ognuno cantare tutti i brani di un album… Ne lascerei fuori soltanto uno, Cani e gatti, un pezzo del 1994 che è davvero terribile… Per fortuna sbagli così grossolani non ne ho fatti mai più».
Chiudiamo con una bella fotogallery di Laura Pausini:

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".

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