Bergamo Jazz fa 40

Bergamo Jazz apre la stagione dei grandi festival di musica afroamericana con una 40esima edizione di grande spessore.

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Bergamo Jazz

Puntuale come la primavera anche quest’anno nella città orobica si avvia la stagione 2018 del jazz di alta caratura. Con una lussuosa 40esima edizione, Bergamo Jazz si propone come il primo vero grande festival di musica afroamericana, senza inutili commistioni, senza inutili intellettualismi, senza inutili banalità, grazie alla terza direzione artistica del lirico trombettista americano Dave Douglas, premiato nelle scorse stagioni da ottimi riscontri di pubblico.

Dave Douglas

La novità principale è il passaggio delle serate clou dalla storica e preziosa location del teatro Donizetti (in fase di ristrutturazione) a quella, decentrata ma più capiente con i suoi oltre 1500 posti, del Creberg Teatro. Protagonisti l’energetico jazz-funk di Maceo Parker, già collaboratore di James Brown, Prince, Keith Richards dei Rolling Stones e i Red Hot Chili Peppers, la sera di venerdì 23 marzo; tre pianisti latini, prima l’accoppiata cubana Chucho Valdés-Gonzalo Rubalcaba, poi lo spagnolo Chano Dominguez in trio, il giorno successivo; infine la “storica” riunione, domenica 25 marzo, degli ultimi quattro direttori artistici del festival il pianista Uri Caine e i trombettisti Dave Douglas, Paolo Fresu ed Enrico Rava, coadiuvati da una ritmica eccellente (la bassista Linda May Han Oh e il batterista Clarence Penn) e da ospiti a sorpresa.

Logan Richardson

In realtà però il festival avrà inizio domenica 18 con il pianista Umberto Petrin che sonorizzerà live il film muto La principessa delle ostriche di Ernst Lubitsch del 1919 e la presentazione del libro Storia dell’Art Ensemble of Chicago di Paul Steinbeck. Gli altri appuntamenti, fittissimi e capaci di coinvolgere buona parte della città per otto giorni, si possono trovare al link https://www.teatrodonizetti.it/teatro-donizetti-bergamo-programmazione/bergamo-jazz-festival/ con i relativi orari e i costi dei biglietti.

Chuco Valdés e Gonzalo Rubalcaba

Ci piace però segnalarvi almeno quelle che si prospettano come “chicche” per ben iniziare l’anno jazzistico. In primis il quintetto del sassofonista emergente Logan Richardson, che seguirà il trio di Rita Marcotulli, la sera di giovedì 22 al teatro Sociale. Poi sabato 24 alle 11 gli improvvisatori francesi Louis Sclavis (clarinetto basso) e Vincent Courtois (violoncello) all’Accademia Carrara, che ospita in questi giorni una bella mostra dedicata a Raffaello. Inoltre la punteggiatura della marchin’ band Magicaboola Brass Band, tra New Orleans e funk, nel centro di Città Bassa sabato 24 alle 16 e poi ad aprire in Città Alta alle 12 (e si ripeterà alle 18) una domenica 25 piena di jazz, con anche la sofisticata cantante spagnola Silvia Pérez Cruz, al debutto e in esclusiva in Italia, al Sociale alle 17, oltre al quartetto dei direttori alla sera.

Simona Severini

Infine, continuano le intelligenti operazioni “scintille di jazz” (presentazione di giovani talenti in vari luoghi della città: tra gli altri Filippo Rinaldo, Marco Scipione, Simona Severini, i percussionisti del Pulsar Ensemble…) e “jazz school” (incontri con le scolaresche per spiegare e far ascoltare il jazz), mentre una manciata di film e una mostra fotografica completano la ricca offerta.

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Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.

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