Junior V, un giovane con le idee chiare e con un disco da ascoltare al contrario

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Junior V

Junior V, classe 1998, è un cantante, strumentista e compositore pugliese. Recentemente ha pubblicato il suo nuovo disco, My Shelter, disponibile su Spotify, iTunes e tutte le principali piattaforme streaming. Con il singolo di lancio, Il temporale, ha sfiorato il Festival di Sanremo. Lo abbiamo intervistato.

Junior V: qual è l’origine del tuo nome d’arte?
Sono entrato nel giro del reggae da quando avevo circa 14 anni e tutti gli artisti del giro mi chiamavano Junior. La V sta per Vincenzo, il mio nome. Inoltre, i miei parenti negli Stati Uniti, nelle vicinanze di New York, hanno dal 1981 una pizzeria che si chiama “Junior Pizza”. Ogni tanto vado a trovarli, ci sono stato anche un mese fa, è un posto che mi piace molto.

Come descriveresti la tua musica a chi non ti ha mai ascoltato?
Il primo aggettivo che mi viene in mente è “mistica”. Mi piace il rapporto con la spiritualità. Anche nei testi più elaborati, figurati, c’è sempre un contatto con la spiritualità. E poi “profonda”.

All’interno del tuo percorso, come si colloca il nuovo disco?
Rappresenta una crescita enorme. Da un punto di vista discografico ho avuto l’occasione di collaborare con l’etichetta Soulmatical ed il disco è stato finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri tramite un progetto che si chiama Soul Sound. Sotto il profilo musicale e lirico, poi, dietro questo lavoro, c’è una storia abbastanza complessa, che rappresenta un percorso.

Qual è questa storia?
Il percorso si collega al mio precedente disco che si intitolava Running on Jah Way. Nella copertina c’è una chitarra che finisce in cima al manico con questo “shelter”, che sarebbe il rifugio, la casa sull’albero. La chitarra è a metà perché il perimetro rappresenta il mio percorso. Per capire la storia del disco bisogna ascoltarlo dall’undicesima traccia alla prima, quindi al contrario. E’ una scalata praticamente. Arrivando al dodicesimo tasto, quindi in cima al corpo della chitarra, c’è il pezzo Nessun sentimento, che rappresenta il dubbio: o salire e arrampicarsi verso la cima, o continuare per il circuito chiuso del perimetro della chitarra. Scegliendo di salire ci sono tutti gli altri brani, fino a My Shelter, che è il primo, che rappresentano un percorso il cui tema principale è il cambiamento.

Junior V

A quale tipo di cambiamento ti riferisci?
E’ una cosa dantesca, le radici che escono dal buco della chitarra rappresentano anche le mie radici musicali, che non arrivano soltanto dal reggae, ma anche dal folk americano, dal blues e dal jazz. Sono cresciuto con artisti come Ben Harper, Springsteen e Pino Daniele. C’è un ritorno a quelle che sono le mie radici. Arrivando in cima mi godo la bellezza del mio cambiamento, che è sia nel mio essere, che nella mia musica. E’ un discorso personale, ma anche musicale.

Perché come primo singolo hai scelto Il temporale?
Sono entrato tra i primi sessanta di Sanremo Giovani e questa era la canzone selezionata. Avevamo già pronto il video e quindi il brano è uscito automaticamente come primo singolo. Sono stato a Cinecittà insieme agli altri semifinalisti ed ho cantato il brano davanti a Baglioni, è stata un’emozione particolare.

Proverai nuovamente la strada del Festival di Sanremo?
Forse sì, è stata una bella esperienza. Sapevo che sarebbe stato difficile, anche per una questione di etichetta. Per me è stato già un grande traguardo. Questa prova mi ha fatto crescere, mi ha fatto capire anche che cos’è la musica in televisione, una cosa completamente diversa rispetto alla musica live.

Canti sia in italiano che in inglese. In futuro sceglierai una lingua o pensi di continuare così?
Non voglio tralasciare né l’una, né l’altra lingua. Sono legato tantissimo all’inglese, avendo i parenti in America. Sono cresciuto con il folk americano, con quel tipo di sound. Amo scrivere in inglese. L’italiano invece mi stimola a fare sempre meglio, perché nella nostra lingua è molto più difficile scrivere. Ogni volta è una prova.

Junior V

Hai vent’anni e vivi in Puglia. La tua terra influenza la tua musica?
Sì, molto. Nelle mie canzoni, si vede già dai titoli, spesso ci sono riferimenti a elementi naturali. Mi piace scrivere in modo figurato, connettendomi con la natura. Io vivo di fronte al mare, ho un legame particolare con questo elemento e con la mia terra, è sempre una fonte di ispirazione.

Talent show sì o talent show no?
Per me è no. Secondo me i talent show rischiano di rovinare la tua arte. Tutti iniziamo a suonare e a scrivere le nostre canzoni in modo innocente, con passione. Il rischio è quello di farsi troppo inglobare dal mercato, di essere condizionati da decisioni che non sono le tue. Se scrivo un brano, e poi me lo modificano tutto, che senso ha? Detto ciò, vedo che da questi programmi a volte escono dei talenti e magari per loro era il percorso giusto.

Presenterai il disco dal vivo?
Sì, ora ho in programma alcune date in duo e in trio, nel corso delle quali spiegherò con parole e musica la storia del disco. Poi ripartiremo con la band, per un tour che ci vedrà in giro tutta l’estate.

Cosa c’è nel futuro di Junior V?
Usciranno sicuramente altri singoli, ai quali sto già lavorando. Non ci si ferma mai. Se ne parlerà dopo l’estate e quasi sicuramente ci saranno anche collaborazioni importanti.

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Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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