Oltre la notte

Una donna reagisce a un attentato. La linea che corre dalla sete di giustizia al desiderio di vendetta

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Oltre la notte
di Fatih Akin
con Diane Kruger, Denis Moschitto, Johannes Krisch, Samia Muriel Chancrin, Numan Acar
Voto 7+

Scoppia una bomba in Germania, in un quartiere affollato di stranieri. Muoiono un uomo di origine curda e il suo bambino. La moglie tedesca (Diane Kruger) indaga e porta in giudizio due neonazisti di un gruppo dedito a colpire le minoranze etniche. Il difensore dei neonazisti prima porta in tribunale un falso testimone, un fascista greco che giura che i due erano in vacanza in un suo albergo, e poi ottiene il rilascio dei due, perché convince la giuria che il morto, straniero e a suo tempo finito nei guai con la legge per spaccio, in qualche modo se l’era cercata… Data questa brutale impostazione alla prima parte del lutto della donna, Fathi Akin la segue nella ricerca della vendetta. La donna parte per la Grecia sulle orme del falso testimone e a un certo punto intercetta i neonazisti che vagano in un camper. E siccome se ne intende di tecnologia confeziona, seguendo le istruzioni trovate su internet, una bomba identica a quella che i due avevano preparato con fertilizzanti chimici e bulloni. Ed è pronta a prendersi la vendetta seguendo lo schema occhio per occhio dente per dente. Davvero è pronta? Il fascino del film, che segue un suo ritmo funereo di basso continuo, è nella maliziosa simmetria tra le paure che avvolgono l’Europa (le bombe, gli attentati, gli stranieri) e sembrano di oggi e la realtà di un razzismo che si alimenta e alimenta queste paure da sempre, ma che oggi si tende a non vedere.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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