Francesca Michielin. La scommessa (vinta) del pop italiano

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@ Francesco Prandoni

L’istantanea perfetta per raccontare il concerto sarebbe l’ultima scena: Francesca Michielin in fondo al locale, finito il concerto, circondata dai fan. Vicino a lei, Eugenio Cattini con la chitarra acustica, Luca Marchi e Maicol Morgotti con maracas e “tamburelli”. Lei alla voce, per regalare un’ultima emozione e un ultimo ricordo alle tantissime persone accorse al Fabrique di Milano, per la prima data del suo nuovo tour (dopo l’anteprima di Parma). «Purtroppo, al termine dei concerti non riesco sempre a salutare i fan. Questo momento acustico è un ultimo abbraccio a ciascuno di loro», ci racconta Francesca dopo essere scesa dal palco.

Il concerto è sold out, così come lo sono diversi live del tour (la data di Bologna, quella di Trento e le prime di Roncade e Roma). Quello che colpisce del pubblico della Michielin è la sua eterogeneità: per un genere, il pop, che tra le sue fila conosce per la maggior parte apprezzamenti al femminile, Francesca risponde con un pubblico capace di radunare tanto le giovanissime, quanto ragazzotti tutto muscoli che cantano dalla prima all’ultima nota delle canzoni. E poi, “plus” fondamentale è la scaletta, con ventidue potenziali hit e nessun “riempitivo”.

@ Francesco Prandoni

«È il concerto più “grosso” che abbia fatto in vita mia. Vedere tutte quelle persone cantare le mie canzoni, anche quelle che credevo fossero meno conosciute, è stata una sorpresa enorme. Ero già stata al Fabrique un anno e mezzo fa, ma ora il pubblico è raddioppato. È stato incredibile. Anche per questo ho concluso il concerto con Tapioca: una canzone per ringraziare chi mi segue, perché tutto questo amore non è scontato».

La scaletta comprende tutte le canzoni contenute in 2640, comprese le due “tracce nascoste”: Lava, inserita nell’intro, e La serie B, nel “bis bis”. Francesca si presenta sul palco armata del suo basso, con una maglietta bianca che le scopre l’ombelico, giacca scintillante, pantaloni della tuta e scarpe coi tacchi alti . Nel corso del concerto cambierà più volte strumento, destreggiandosi tra basso, pianoforte, tamburo e varie “diavolerie” elettroniche. Dietro di lei, le tre grandi “V” di Vulcano, pronte a illuminarsi.

Lo spettacolo è omogeneo nei suoni: «Credo che i concerti debbano essere dei “viaggi”. Non stravolgo le mie canzoni nei live, ma le decompongo e le ricostruisco, altrimenti la gente potrebbe starsene a casa propria e limitarsi ad ascoltare il disco», dice Francesca.

In scaletta, anche Bolivia, prossimo singolo, di cui al termine del concerto abbiamo visto parte del video clip: «È un video molto crudo. In Occidente quasi non sappiamo dove sia la Bolivia, eppure è un Paese che stiamo spremendo. Un esempio di “banalità quotidiana”? Il guacamole che mangiamo durante gli aperitivi e che lì è chiamato “l’oro verde”». E poi, altre canzoni sparse. Monster, di Kanye West, a cui Francesca ha aggiunto una strofa in italiano: «Se gliel’ho fatta sentire? Assolutamente no! Primo, perché l’ho scritta due giorni prima della data zero, in un momento in cui ero particolarmente presa bene. Secondo, perché se gli avessi detto che intenzioni avevo, sarebbe andato via!». Nessun grado di separazione: il pezzo con cui Francesca si qualificò seconda nel Sanremo vinto dagli Stadio e con cui partecipò all’Eurovision. Tutto è magnifico, suonata al piano e priva della voce di Fedez. A concludere il concerto, un’esplosiva Vulcano, cantata da tutto il locale.

Se fino a qualche tempo fa potevamo parlare di promessa, ormai è indubbio che la scommessa di Francesca Michielin sia stata vinta. Bravura, personalità e un palco affrontato con semplicità e gentilezza. Tutto questo ad appena ventitré anni e una bella carriera che la aspetta.

La scaletta del concerto:

  1. Intro
  2. Comunicare
  3. Battito di ciglia
  4. Lontano
  5. Tropicale
  6. È con te
  7. Io non abito al mare
  8. Bolivia
  9. Due galassie
  10. L’amore esiste
  11. Distratto
  12. Un cuore in due
  13. E se c’era
  14. Scusa se non ho gli occhi azzurri
  15. Noleggiami ancora un film
  16. Nessun grado di separazione
  17. Tutto è magnifico
  18. Amazing
  19. Monster
  20. Tapioca

BIS
21. Alonso
22. Vulcano

BIS BIS
23. La serie B

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Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia. Mi trovate anche su D.Repubblica.it, Amica.it, La Nuova Venezia, il Mattino di Padova e la Tribuna di Treviso.

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