Ecco chi è Beatrice Antolini, la “new entry” nella band di Vasco Rossi

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Beatrice Antolini

Nel post col quale ha annunciato ufficialmente che Beatrice Antolini è la “new entry” nella band che lo accompagnerà nel tour 2018, Vasco l’ha definita “una giovane polistrumentista di talento che vi stupirà”. In effetti quest’affascinante musicista marchigiana ha già avuto modo di farsi notare nel mondo indie, sia con album incisi a suo nome (ne ha già collezionati 5, più un EP), sia collaborando come “turnista” ad album o concerti di altri artisti, per esempio Velvet, Andy dei BluVertigo, Emis Killa e Angela Baraldi, ma anche nomi di caratura internazionale come Lydia Lunch e Ben Frost.
Nata a Macerata 35 anni fa, Beatrice suona da quando era bambina: iniziò a studiare pianoforte a soli 3 anni, e da adolescente era un’appassionata di punk rock: faceva parte di una tribute band dei Joy Division. Curioso notare che con questa tribute band suonava la batteria, e contemporaneamente faceva parte di un altro gruppo in cui suonava il basso. Insomma, poliedrica lo è sempre stata: non a caso con Vasco suonerà le percussioni, il synth e sostituirà Clara Moroni ai cori.
Beatrice AntoliniIl primo lavoro a suo nome, un album intitolato Big Saloon, è del 2006. Lo registrò in completa autonomia tra le mura di casa facendo tutto da sola: piano, synth, chitarra, basso, percussioni e oggetti d’ogni genere, dalla matita al portacenere. Pure il genere che propone è quanto mai eclettico: spazia dal jazz alle ballate pop, dall’electro funk al progressive.
Nei due anni successivi suona prevalentemente dal vivo, a volte accompagnandosi a personaggi come Bugo e Baustelle. Poi entra per la prima volta in sala d’incisione per realizzare il secondo album, A due (pubblicato nel 2008), che viene accolto da recensioni entusiastiche e la trasforma in una reginetta della nostra musica alternativa: finisce persino sulla copertina del mensile Il Mucchio Selvaggio.
Passano altri due anni, e nel 2010 arriva BioY, pure questo suonato quasi per intero dalla stessa Beatrice Antolini, che per l’occasione diventa ancora più eclettica come autrice, facendo nuovi esperimenti sonori e spaziando dalla psichedelia alla techno, dall’industrial ai suoni latineggianti.
Nel 2013 pubblica il quarto album Vivid, che ad alcuni fa storcere il naso perché considerato “troppo pop”. Ma passa soltanto un anno e con l’EP Beatitude riconquista la stima dei sui fan, che qui ritrovano la sua anima più irriverente, quella più portata alla sperimentazione.
L’album più recente, L’AB, lo ha pubblicato lo scorso febbraio. È una sorta di concept che traduce in musica il periodo storico che stiamo vivendo, un’analisi lucida e spietata dei meccanismi e delle dinamiche umane che caratterizzano la nostra società (clicca qui per vedere il video di Forget To Be).
Beatrice AntoliniOra Beatrice Antolini si imbarca in questa nuova avventura: polistrumentista nella band di Vasco Rossi. Un ruolo che certo le regalerà una grande popolarità. E probabilmente anche qualche critica, inevitabile quando si ha a che fare con un’icona come il Blasco.

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".

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