Giorgio Gaber, un musicista straordinariamente attuale

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Giorgio Gaber
Che freddo al cantiere del Teatro Lirico di Milano! Con tanto di casco antinfortunistico, si assiste alla conferenza stampa che presenta un album di Giorgio Gaber. Una raccolta, certo, ma con tanto di inedito. E che inedito! Si intitola Le donne di ora ed è questo anche il titolo della raccolta che Ivano Fossati ha prodotto per la Fondazione Giorgio Gaber.
È l’artista ligure a spiegare i dettagli dell’operazione, dopo brevi interventi di Dalia Gaberscik, Paolo Dal Bon presidente della Fondazione Gaber, Sergio Escobar direttore del Piccolo Teatro e Filippo Dal Corno Assessore alla Cultura del Comune di Milano.
Proprio il Comune di Milano è il principale sostenitore dell’annuale manifestazione Milano per Gaber, che andrà in scena nei prossimi giorni al Teatro Grassi di via Rovello. Lunedì 26 marzo il ministro Gaetano Delrio parlerà delle canzoni di Gaber, ma anche di politica. Il giorno dopo invece sarà Ivano Fossati a raccontare la genesi di questo album. Mercoledì 28 va in scena un intero spettacolo di Gaber, quel Polli di allevamento che aveva presentato nel 1978. Lo rappresenterà Giulio Casale, da solo in scena, con gli arrangiamenti originali curati da Battiato e Giusto Pio. Infine, giovedì 29 marzo un Instant Theatre di Enrico Bertolino.
Inoltre, Lorenzo Luporini, nipote di Gaber, continuerà la sua azione nel portare nelle scuole il vasto mondo gaberiano supportato da immagini e filmati. Lo stesso Fossati sarà in varie scuole d’Italia per far conoscere ai giovani cosa ha significato e cosa ancora ha da insegnare il teatro canzone di Gaber.
«L’idea di questo album – racconta Fossati – è nata in una scuola di Genova dove abitualmente incontro gli studenti e, arrivando a trattare Gaber, mi sono accorto che tutti avevano una grande considerazione dell’artista. Però, interrogati su quali canzoni ricordassero, pochi sapevano rispondere. Così, l’idea di mettere a loro disposizione una raccolta ha cominciato a prendere forma. Cosa inserire del vasto repertorio è stato un dilemma che ha preso il suo tempo. Una cosa però avevo chiaro in testa: nessuna divisione tra il Gaber degli esordi, quello delle canzoni, e il Gaber che nel 1970 esordisce nel Teatro Canzone con Il signor G».
Giorgio GaberEcco allora che nella raccolta trovano spazio molte di quelle prime canzoni, da Ciao ti dirò a Non arrossire, quelle che Gaber presentava al Teatro Gerolamo insieme a Maria Monti. A seguire la notevole Le strade di notte e Te lo leggo negli occhi di Endrigo: «Ho voluto inserire questa canzone per marcare la generosità di Gaber – aggiunge Fossati – come anche Come è bella la città, che ricordo comprai come 45 giri, perché mi piaceva questa canzone che stava segnando il cambiamento verso il Teatro Canzone».
Giorgio GaberE dopo una manciata di canzoni del periodo più impegnato, che comunque Giorgio Gaber ha sempre trattato con leggerezza (Il conformista e Quando sarò capace di amare) si arriva alla conclusione di L’illogica allegria. «Ricordo che ne parlavo con Dolores Redaelli – aggiunge Sergio Escobar – lei che è mancata mesi fa sarebbe stata contenta di essere qui e si conveniva che questa canzone rappresenta appieno il mondo di Gaber, forse più di ogni altra».
Nel cantiere del Lirico, ancora spoglio e carico di ponteggi metallici, risuona la voce di Gaber, chiara e poetica, ancora capace di emozionare in diretta. Un bel momento. «Sono stato molto attento a non modificare la voce di Gaber che trovo ancora bellissima – avvisa Fossati – mentre per l’inedito Le donne di ora ho aggiunto vari strumenti, pensando a un arrangiamento che potesse piacere a Giorgio Gaber. Ho optato per un arrangiamento carico, alla Van Morrison. Il brano mi è stato consegnato quando il lavoro della raccolta era in pieno corso. Dalla Fondazione Gaber mi avvisarono che esisteva un inedito. Gaber lo registrò pochi mesi prima della scomparsa, ancora non finito perché aveva solo basso, batteria e chitarra. Lo aveva escluso dall’ultimo album pensando di farne un singolo. Il modo di trattare l’argomento donna tutto suo, io non ne sarei capace».
E prima di chiudere una promessa: «Si, ho già pensato a una raccolta numero 2, avrei già una scaletta», conclude Fossati.

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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