L’ Iran che cambia – rassegna cinematografica

Dal 26 marzo al Cineforum del Circolo viale Monza 140 breve retrospettiva a cura di Claudio Zito

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Dal 26 marzo al 23 aprile 2018 al Cineforum del Circolo viale Monza 140, Milano, una breve retrospettiva sul nuovo cinema iraniano degli anni Novanta e Duemila. A cura di Claudio Zito

Dopo la caduta del regime dello Scià e l’avvento della rivoluzione degli Ayattollah, il cinema iraniano subisce una battuta d’arresto, ma poi grazie al sostegno di un organismo culturale voluto dal Ministero per l’Orientamento Islamico, riprende vigore imponendosi per la semplicità del linguaggio, per i temi a sfondo moralista, per la sua ricchezza d’idee, anche a livello internazionale.  Tra gli autori di spicco si mette in luce Mohsen Makhmalbaf, artista e uomo dalla vita travagliata, condannato all’ergastolo per aver accoltellato a diciassette anni un poliziotto durante gli anni di dura contestazione al regime dello Scià. Ferito con un colpo di pistola allo stomaco e dopo quattro anni e mezzo di carcere è liberato dalla rivoluzione di Komeini e più tardi diventa regista e capo di una famiglia di cineasti (le due figlie Samira e Hanna e la seconda moglie Marzich). Nel 1996 con Pane e fiore (lunedì 26 marzo ore 21) Makhmalbaf ricostruisce l’episodio dell’accoltellamento del poliziotto e la ricerca della sua vittima cui affidare la direzione della troupe incaricata di girare una fiction sull’accaduto. Così i due registi cercano di rivedere l’episodio, ma da due punti di vista diversi. Scomparso a Parigi il 4 luglio 2016 Abbas Kiarostami, considerato uno dei maestri del cinema iraniano, nasce a Teheran il 22 giugno 1940. Dopo una laurea in Belle Arti e un’esperienza come disegnatore cartellonista diventa direttore del dipartimento cinematografico di un istituto di ricerca per bambini.  Con il suo primo cortometraggio Bread and Alley del 1970 inizia la sua carriera di cineasta rivelazione degli anni Novanta che prosegue con sedici corti e sette lungometraggi. Schivo e solitario per carattere vince numerosi premi internazionali per il suo cinema originale, un’affascinante combinazione tra documentario e fiction, tra semplicità narrativa e complessità stilistica. Tra le sue opere più famose, Il sapore della ciliegia (lunedì 9 aprile) del 1997; la vicenda di un uomo stanco di vivere alla guida del suo fuoristrada tra colline e vallate che circondano Teheran alla ricerca di qualcuno in grado di aiutarlo a togliersi la vita. Dalle parole di un vecchio capirà quanto la vita stessa sia un bene prezioso. Nel 2011 Una separazione (lunedì 14 aprile), 2011, di Asghar Farhadi, autore di numerosi premi tra i quali l’Oscar per il miglior film che ottiene un successo senza precedenti soprattutto in Europa. La pellicola intensa e provocatoria apre una nuova fase del cinema iraniano sempre in bilico tra passato e presente.  Altro autore di fama internazionale è Jafar Panahi, vincitore del Leone d’Oro a Venezia per Il cerchio, opera molto contestata in patria dai critici più integralisti che l’hanno bollata come disonorevole e degradante per le donne. Nonostante il divieto di girare film, di scrivere sceneggiature e rilasciare interviste, il regista nel 2016 firma Taxi Teheran (lunedì 23 aprile), il suo vagabondare a bordo appunto a bordo di un taxi per la capitale iraniana sul quale salgono e scendono diversi personaggi che rappresentano le contraddizioni del suo paese.

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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