Vegas Jones: «I trapper sono i nuovi cantautori»

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Vega Jones

«Cinisello Balsamo è la San Francisco italiana». A dirlo è Vegas Jones, uno degli ultimi esponenti dell’onda trap che ha investito l’Italia negli ultimi tempi. Il primo successo – platino – era stato Chic Nisello. Ora è uscito con un album, Bellaria, che prende il titolo proprio da un quartiere della sua città d’origine: «È molto vicino a dove sono nato e cresciuto. Ci andavo spesso quando ero più giovane. E Bellaria era anche il mio soprannome da adolescente: mi è venuto naturale chiamare così il disco». Un album trap nei suoni e negli argomenti: «Racconto quello che mi succede. Parlo di droga, di soldi, di donne. Che poi non sono argomenti distanti da quelli che canta Mick Jagger nelle sue canzoni». Il tutto abbinato al ritmo: «Il rap è ritmo e poesia. Io sono un artista e faccio ritmo e poesia. In America sono anni che chiunque ascolta il rap. In Italia è diverso: lo ascoltano i ragazzini, ma le radio non lo passano e non ci sono programmi TV dedicati a questo genere. Ci arriveremo col tempo. Vasco Rossi, agli inizi, piaceva soprattutto ai ragazzi. E poi è diventato un fenomeno di massa. Ora è il nostro turno. Con l’espansione del genere, abbiamo avuto modo di migliorare anche da un punto di vista qualitativo. Siamo il nuovo cantautorato italiano. Anzi, siamo l’unico cantautorato italiano».
Tra le critiche più pesanti che vengono rivolte ai rapper (o trapper) è la contestazione fine a se stessa: l’ingabbiarsi entro “trappole” legate al genere, da cui è difficile uscire. La domanda è semplice: nel rap si parla di disagio e di soldi che non ci sono; un cantante con una lunga carriera alle spalle, e che “ha fatto i soldi”, è ancora legittimato a parlare di questo? «Se un giorno farò i soldi, non parlerò più di problemi, ma della vita che ho fatto. L’85% delle canzoni di Jay-Z hanno per oggetto i suoi soldi, lo champagne, le armi, il business. All’inizio non era così, perché lui è originario di un quartiere povero. Ora che ce l’ha fatta è giusto che parli di ciò che gli pare». Jay-Z, quindi, tra gli ascolti di Vegas Jones, ma non solo: «Ascolto rap da quando avevo sei anni, sono un patito di musica techno e amo il blues e il soul. Un genere che non mi piace? Il pop. In Italia ascolto i Club Dogo. Tra gli americani, invece, ascolto tutti. Mi sono ispirato a loro per questo disco, ma soprattutto al mio vissuto: è per questo che sono soddisfatto».

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Nata a Venezia, studentessa di Giurisprudenza a Padova e giornalista a Milano. Classe '93. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, D.Repubblica.it e Young.it. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia. Mi trovate anche su Amica.it, la Nuova Venezia, il Mattino di Padova, la Tribuna di Treviso, FoxLife e Italpress.

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