Diodato riempie la Salumeria della Musica di Milano per la tappa del “Adesso Tour”

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Diodato ha la faccia pulita del ragazzino senza spigoli né ombre, ma la voce limpida e sicura tradisce l’esperienza di chi qualche anno di gavetta l’ha fatta. Una maturità acquisita che gli ha permesso di ritagliarsi una nicchia di estimatori affezionati alla sua scrittura ricercata ma schietta.

Il 26 marzo La Salumeria della Musica, storico locale milanese attivo dal ’99, si è gremita di un pubblico entusiasta per la data meneghina del suo Adesso Tour. L’affetto è stato ripagato con un tuffo istantaneo nell’intensità di una sfilza di brani tratti dal suo primo album E forse sono pazzo. Diodato esordisce con I miei demoni, esibendo un’ampia dose di energia che scalda subito gli animi, come quel triplo espresso la mattina quando hai tre ore scarse di sonno alle spalle.

Dopo la lascivia di Mi fai morire e la melodia ciondolante di Ubriaco, si passa a qualche brano del suo ultimo disco Cosa siamo diventati. Il cantautore si cala perfettamente nel suo ruolo da trascinatore e coinvolge mani e voci, anche quando resta semplicemente seduto a bordo palco. Acclamato e applaudito, il bis a fine concerto non tarda ad arrivare: Diodato propone altri due brani del suo album d’esordio e infine il suo pezzo più pop Cretino che sei. Un omaggio ai vecchi maestri lo ha reso comunque, intonando a metà concerto la sua cover apprezzata di Amore che vieni amore che vai, diventata nel 2013 colonna sonora del film di Daniele Luchetti Anni Felici.

Con il suo repertorio abbastanza variegato, dalle ballate più tenui al ritmo dei suoi pezzi più incalzanti, Diodato è riuscito a riempire circa un’ora e mezza di concerto. Non troppo, ma nemmeno troppo poco per chi vuole respirare a pieni polmoni l’aria di un cantautorato diverso, che ancora esiste fra le pieghe italiane di un non meglio identificato indie-pop.

La creatività di Diodato sembra non arrestarsi per il momento, come afferma in un’intervista alla Repubblica alla vigilia del concerto: “Ho deciso di non smettere mai di scrivere, vorrei un flusso continuo di concerti e nuove produzioni musicali”.  Bene Antonio, ti aspettiamo.

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Classe '86, nata e cresciuta in Germania come immigrata italiana di seconda generazione. Dopo il liceo si è trasferita a Roma per studiare lettere, poi a Venezia e infine a Milano per lavoro.

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