Tonya

Vita triste, rozza e politicamente scorretta di Tonya Harding, pattinatrice e lottatrice

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Tonya
di Craig Gillespie con Margot Robbie, Sebastian Stan, Allison Janney, Paul Walter Hauser, Julianne Nicholson.
Voto 7 e 1/2

Attenti alla spiegazione di partenza: questo film non è solo un biopic, è “tratto da interviste assolutamente vere, totalmente contraddittorie e prive di qualsiasi ironia con Tonya Harding e Jeff Gillooly”. Sorriderete a denti stretti in preda allo sconforto. Scoprirete in modi spesso risaputi, ma interessanti, alcune tristi verità: che i genitori dei bambini prodigio che diventano numeri uno dello sport a un’indagine successiva si rivelano mostri che hanno proiettato sugli innocenti le loro ambizioni; che non è vero che il talento nudo e crudo viene riconosciuto quando si presenta senza un accettabile conformismo; che uno dei motori dell’umanità è la stupidità a braccetto con la violenza accompagnata dalle passioni che riempiono la cronaca nera, i testi delle canzoni e gli schermi tv di piccoli orrori di cui ci  nutriamo. Questa è la storia di Tonya Harding: povera, ignorante, di cattivo gusto. La prima pattinatrice al mondo a fare il triplo Axel (salto difficilissimo) e la prima che fece rompere un ginocchio alla sua rivale diretta per poter andare al suo posto alle olimpiadi. Scoperta, espulsa e condannata tentò (ancora povera, ignorante e di cattivo gusto) le vie del wrestling e della boxe (tanto non la trovavano aggraziata neanche prima). Una storia americana, per usare un luogo comune, raccontata dall’australiano talentuoso di Lars e una ragazza tutta sua. La mamma cattiva (Allison Janney) ha vinto l’Oscar…

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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