Harry Styles torna ad incantare Milano

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Ciò che viene spontaneo chiedersi è: come è riuscito Harry Styles a placare il suo istinto, a mettere da parte quella parte incredibilmente rock, per anni?
Perchè è vero e assolutamente indiscutibile che fra tutti gli One Direction, Harry Styles fosse quello più ricco di carisma e forse di talento di tutti gli altri.
Ed è anche vero che ha sempre dimostrato un amore ed una certa preferenza per alcuni brani della boyband più amata del mondo rispetto a tante altre hit.

Ma vederlo calcare con estrema facilità un palco e riuscire a creare atmosfere contrastanti in un’ora e mezza di show non è per uno qualunque.
Harry Styles è cresciuto, è diventato una rockstar.. e quel che è certo è che è solo all’inizio.

Ieri il Mediolanum Forum di Assago era sold out; pieno di adolescenti, di ragazze che con lui sono cresciute, di genitori ma anche di tanti adulti che sono rimasti stregati dall’artista inglese dopo l’uscita del suo primo singolo, Sign Of The Times.

Il palco, di dimensioni ridotte (forse fin troppo conoscendo la fisicità degli show dell’artista) è di forma circolare.
I membri della band sono posti su delle rialzate che, oltre a renderli più visibili e quindi più apprezzabili al pubblico, creano un senso di profondità gradevole alla vista.
Tante le luci presenti sul palco, e di importanza fondamentale è stata la presenza di un anello posto sopra il palco, dove sono state proiettate le sceneggiature e le riprese del live in questione.
Una lunga passerella fra il pubblico (dove Styles, manco a doverlo sottolineare, è stato assalito in modo civile dai fan) collegava il palco principale ad un palchetto di pochi metri dove l’artista, accompagnato dal chitarrista ha cantato due canzoni in acustico.. a pochi metri dal pubblico in tribuna.

Lo show è stato esilarante: un continuo scambio di ritmi, dai più rock ai più pop (per passare da melodie quasi country).
Dopo una proiezione pre-show di 15′ in cui si vede un fumetto dell’artista comporre il cubo di Rubik (con sottofondo musicale studiato alla perfezione, con la presenza di Olivia, canzone dei One Direction che ha fatto saltare subito i fan a d impazzire e ballare), completato ovviamente all’inizio dello show, tutto è inziato sotto le note di Only Angel.
Styles si è presentato sul palco con indosso un completo one-of-a-kind di Gucci che presto diverrò iconico. Un glitterato lilla, con dettagli e camicia con megafiocco dorati e bavero della giacca argentato. Quando si dice che uno brilla di luce propria..

17 le canzoni cantate da Harry che oltre ai suoi 10 primi brani contenuti nel primo disco da solista, ha cantato due inediti che sono rimasti fuori dalla prima sua produzuone e ben 3 cover degli One Direction, una di Ariana Grande (per la quale ha scritto il testo della canzone cantata proprio a Milano) ed ormai la celebre cover di The Chain dei Fleetwood Mac.
Medicine, il primo dei due inediti presentati, ha un sound rock che, guardando anche lyrics, sembra sfacciato e con una forte carica sessuale.
Anna invece è molto più stile country, leggera e svolazzina, che però grazie al ritornello che rimane facilmente in testa ed alla presenza di cori è riuscita in modo impeccabile.

What Makes You Beautiful è stata ripresentata nella versione che avevamo già potuto godere a novembre, al primo concerto solista dell’artista all’Alcatraz di Milano.
Molto bello e carico anche il momento di Stockholm Syndrome che, grazie anche alla presenza di una grande band, è riuscita ad avere un valore aggiunto rispetto alla versione originale.
Toccante il momento di If I Could Fly, dove Styles ha accompagnato il pubblico con la sua chitarra in un duetto che ha contato più  di 10.000 voci.

Non sono mancati i momenti di discussione con il pubblico, molto presenti ma mai troppo lunghi da togliere tempo importante allo show.
Molto divertente lo sketch con una fan, Ornella, di cui Harry non capiva il nome. Dopo aver tentato con Odella, Otella e Nutella, Harry si è fatto aiutare dalle persone del parterre.
Una volta capito il nome della ragazza, ha scherzato sull’unicità del suo nome, per poi concludere con un “Amica mia, sei unica. Così come ognuno di voi qui stasera. Ai miei occhi siete tutti Ornella!”.
Ai più semplici tentativi di dire cose in italiano: dai numerosi alòra, ai buonasera, ai ti amo.. alla più complicata delle frasi: Ti amo dal profondo del mio cuore.
Il pubblico italiano ha sempre avuto un peso importante sull’artista che ha anche iniziato il concerto dicendo: Hello! My name is Harry. I wish I was Italian (Ciao! Io mi chiamo Harry e avrei voluto essere italiano).
Il riconoscimento del pubblico è stato immenso nei confronti dell’artista: dal silenzio assoluto durante la intima From The Dining Table, alla coreografia con i colori della bandiera della pace durante Sign Of The Times.

Oltre ad un concerto meraviglioso, il messaggio all’inizio del live di Styles rimane sempre la cosa più bella ed apprezzabile di tutta la serata:
Voi avete un solo compito stasera, che questa sia la migliore serata della vostra vita. Se volete cantare e ballare, per favore fatelo e siate felici. Il mio compito sarà quello di intrattenervi e farò il meglio per farlo.
Quindi se vi unirete.. tutti noi passeremo il tempo in maniera meravigliosa.
Per favore, sentitevi liberi di essere chi vorreste, o chi siete, in questa stanza stasera.

 

Domani sera Harry Styles si esibirà all’Unipol Arena di Bologna, per la seconda ed ultima data in programma.

Setlist:

01 . Only Angel
02. Woman
03. Ever Since New York
04. Two Ghost
05. Carolina
06. Stockholm Syndrome (One Direction cover)
07. Just a Little Bit Of Your Heart (Ariana Grande cover)
08. Medicine (inedita)
09. Meet Me In The Hallway
10. Sweet Creature (B-stage)
11. If I Could Fly (One Direction cover –  B-stage)
12. Anna (inedito)
13. What Makes You Beautiful (One Direction cover
14. Sign Of The Times
15. From The Dining Table
16. The Chain (Fleetwood Mac cover)
17. Kiwi

 

 

credits: Merotto Federica

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Genovese DOC, classe '93 dall'animo sportivo. Istruttrice di nuoto innamorata del mondo del motociclismo ed appassionata di cinema e moda.

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