Libri per 1000 e una notte

È nata una nuova casa editrice. Ci lavora anche il vostro recensore

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“Numero Uno”, monicker  (soprannome) A-No 1, era il re degli hobo, cioè dei vagabondi, specialista a saltare sui treni e viaggiare sfuggendo all’autorità. Il suo libro comincia con un ironico monito ai giovani: “Non saltate sui treni in corsa”. Raccomandazione ironica: perché è pericoloso, ma perché poi fa ammalare della “sindrome del vagabondo”,  che non passa più. Quando Numero Uno smise di vagare  aprì una casa editrice per pubblicare le sue (molte) memorie di quando attraversava l’America appeso sotto, sopra, in carrozza, sul tetto o sul tender dei treni a vapore e a carbone. Si chiamava Leon Ray Livingston e ispirò quel bel film di Aldrich con Lee Marvin ed Ernst Borgnine, L’imperatore del nord. A un certo punto pubblicò un Coast to Coast con Jack London. Proprio “quel” Jack London, sì. Noi l’abbiamo tradotto, curato e pubblicato con una nuova casa editrice, 1000 e una notte.
Noi sta per la traduttrice Paola Casalini, i due fondatori, scrittori saggisti, giornalisti e romanzieri Aldo Tanchis e Roberto Casalini, e poi io e gli altri soci della cooperativa. 1000 e una notte è un nome evocativo: esotismo, fantasia, un certo gusto per il meraviglioso, ma anche la necessità di raccontare (e raccontare bene) per restare in vita. Sheherazade inventò storie convincenti per migliaia notti perché se annoiava le tagliavano la testa. Noi per evitarlo sceglieremo cose desuete, dimenticate, nascoste, fuori catalogo, un po’ di archeologia del narrare, ma cerchiamo anche contemporanei che si vogliano rivelare. E ovviamente tanti lettori, altrimenti, all’alba…
Tra le cose ritrovate c’è il racconto di una nobildonna russa che casca in un gorgo al polo e sottoterra scopre un regno di sole donne bionde che a fine Ottocento hanno già tutto quello che vorrebbe la massaia cibernetica di oggi (compresi i robottini aspirapolvere). Piccolo problema, espresso già dal titolo: Ma dove sono gli uomini?(Mizora, una profezia). Forse dovremmo chiederci: ci sono gli uomini? L’autrice, Mary E. Bradley Lane, riuscì a tenere all’oscuro di questa profezia anche il marito, che era l’avvocato di punta a Cincinnati nel 1880…
Altri cinque libri: 500 pezzi facili di Roberto Casalini, che molti conosceranno per i lavori sul cinema e sulla musica, è – parole sue- un’autobiografia attraverso le recensioni. Una luce passeggera invece è un romanzo di Aldo Tanchis, già uscito nel 2008: è quel tipo di luce in cui Sant’Agostino invita a rileggere la vita dei genitori, e che in Tanchis diventa un western della memoria tra una Sardegna innevata e gli italiani in Etiopia a perdere l’impero fascista. Altri due sardi curiosi e brillanti, Bepi Vigna e Cicci Borghi, propongono il primo un giallo enigmistico (nel senso che viaggia per enigmi proprio come la Settimana Enigmistica) con un titolo che sembra una definizione da parole crociate, Un lento battello per la Cina, e il secondo un romanzo digitale che è una sfida al diavolo (c’è l’anima in ballo), a Facebook e alla cecità fin dal titolo: Visualizza altro. Diciamo solo che guizza di post in post. L’ultimo sono io, con una raccolta di racconti, Gli artificiali: potrebbero essere libretti di istruzioni per software ancora da inventare oppure storie d’amore con le macchine. Per saperne di più c’è una pagina Facebook neonata e presto un sito web per le vendite. E naturalmente le librerie.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

1 COMMENTO

  1. Bravo! Sembra la trama di un film… di un buon film. Aggiungerei solo che oltre ad essere “archeologia del narrare”, è anche Arteologia del narrare… seguendo le orme di Arteologiccamente Trio.
    Cicci Borghi

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