Bob Dylan porta il suo Never Ending Tour 2018 a Firenze

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Dopo la tripletta romana all’Auditorium Parco della Musica, il Never Ending Tour 2018 di Bob Dylan ha fatto tappa a Firenze, in un Nelson Mandela Forum esaurito da mesi. L’ultimo concerto fiorentino di Dylan risaliva a più di 7 anni fa, precisamente l’11 novembre 2011 in occasione del tour con Mark Knopfler.
Sono le 21 in punto quando, con una precisione svizzera, si sono spente le luci e, come d’abitudine, è partita Things Have Changed.

A distanza di due anni e mezzo dai suoi ultimi concerti italiani il Dylan che ritroviamo sul palco è sempre lo stesso: maturo, composto, introverso, a tratti malinconico. Lascia che sia la musica a parlare senza far trasparire troppa emozione, questo in fondo è quel che ci si aspetta da lui ed è quello a cui ci ha sempre abituato. Quel che però non sempre si dice è che la sua voce è molto vicina alla perfezione, calda, ruvida, ma suadente, quasi sempre precisa, soprattutto se si pensa che tra poco di un mese compierà 77 anni.
Canta senza sosta per quasi due ore trasportando il pubblico in atmosfere diverse: acustiche, elettriche, blues, swing, ed arrivando a trasformare il Mandela Forum in un locale della New York degli anni ’20 (aiutato da una scenografia minimale perfetta per creare l’atmosfera).

Il pubblico è estremamente eterogeneo, attento, mai distaccato, con un profondo rispetto nei suoi confronti. Nei bis non poteva mancare quella Blowin’ in the Wind scritta 56 anni fa in 10 minuti al tavolino di un caffè, destinata a passare da orecchio a orecchio per l’eternità.

SCALETTA:
1. Things Have Changed
2. Don’t Think Twice, It’s All Right
3. Highway 61 Revisited
4. Simple Twist of Fate
5. Duquesne Whistle
6. Melancholy Mood (Frank Sinatra cover)
7. Honest With Me
8. Tryin’ to Get to Heaven
9. Once Upon a Time (Tony Bennett cover)
10. Pay in Blood
11. Tangled Up in Blue
12. Early Roman Kings
13. Desolation Row
14. Love Sick
15. Autumn Leaves (Yves Montand cover)
16. Thunder on the Mountain
17. Soon After Midnight
18. Long and Wasted Years

BIS:
19. Blowin’ in the Wind
20. Ballad of a Thin Man

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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