Charley Thompson

Un percorso nel disagio contemporaneo sotto forma di film con cavallo

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Charley Thompson
di Andrew Haigh
con Charlie Plummer, Steve Buscemi, Chloë Sevigny, Travis Fimmel, Steve Zahn, Thomas Mann, Amy Seimetz, Justin Rain.
Voto: a cavallo tra il 6 e il 7

Un ragazzo la cui madre s’è data alla fuga e il cui padre è un ancor giovane perdente senza un destino, frequenta un ippodromo minore e impara i segreti delle corse. Lì si identifica con Lean on Pete  (è il titolo originale), un “quarterly horse”, cioè un cavallo che dà il meglio di sé sul quarto di miglio: sfruttato più del dovuto (tendini usurati) Lean on Pete sta per essere venduto ai messicani (e quindi al macello). Il ragazzo allora fugge col cavallo, ed è un doppio percorso di fuga,  attraverso  un territorio reale e una regione interiore. Il cavallo muore, il ragazzo raggiunge fortunosamente una zia che ha tutti i rimorsi che dovrebbe avere la madre, ma soprattutto arriva alla meta orfano di padre, duramente provato dal mondo degli homeless e da un concentrato di tristezze contemporanea. Riconosci nell’andamento colto e volutamente dimesso i mezzi toni del regista di 45 anni e Weekend, raffinato e amaro con sorprese. E questo spiegherebbe la presenza simbolica del cavallo, di solito usato nel cinema per famiglie. Il tutto deriva dal romanzo La ballata di Charley Thompson di Willy Vlautin. A Venezia 74 premio Mastroianni al giovane Charlie Plummer.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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