Federico Poggipollini, i Tribal Noise ed il disco che dopo 35 anni ha finalmente visto la luce

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Può un disco aspettare oltre trent’anni prima di essere pubblicato? Può il tempo far passare una generazione e far sentire un sound ancora estremamente attuale?

Ieri sera, in occasione del Record Store Day, è stato presentato Città in fiamme, disco dei Tribal Noise, la prima band in cui ha militato Federico Poggipollini e che, a 35 anni dalla sua incisione, ha visto finalmente la luce.

Un disco fortemente legato agli anni ’80, al movimento new wave che in quel periodo dilagava tra le vie di Bologna, con un connubio di atmosfere vicine ai Joy Division, The Cure e Siouxsie and The Banshees.
Al Covo Club della città felsinea (tutto esaurito per l’occasione) è andato in scena un vero e proprio salto nel tempo che però non ha suscitato sentimentalismi o nostalgia, ma piuttosto una nuova ondata di energia che non sembra risentire del tempo trascorso.

«Mi sento di poter dire che stiamo assistendo ad ritorno di questa struttura musicale – ha commentato Federico Poggipollini – prendi ad esempio band attuali come Franz Ferdinand: pur trattandosi di generi diversi, se vai ad analizzare la struttura dei loro brani, percepisci chiaramente un ritorno a quel periodo storico».

Alla domanda se ci saranno nuovi appuntamenti dei Tribal Noise Poggipollini ha risposto lasciando aperto uno spiraglio «I Tribal Noise suoneranno venerdì 27 aprile al Neuropa Festival a Bologna, ma io non ci sarò perchè sarò impegnato con una data del mio tour solista. Non abbiamo altri impegni in programma, ma se dovesse capitare la giusta occasione non sarò di sicuro io a dire di no».

«Quel che più mi ha colpito della serata è che tanta gente mi è venuta incontro e mi ha portato le cassette originali di quegli anni – ha raccontato – Questo mi ha fatto capire che si tratta di un qualcosa di vero e che c’è un forte entusiasmo dietro questo ritorno. Da quando abbiamo iniziato a riprendere in mano questo progetto ho ricevuto molte dimostrazioni di interesse e tutto ciò mi ha spinto a voler inserire nel mio prossimo disco anche un brano dei Tribal Noise. Ma ci sarà il tempo di farvelo sentire».

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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