Il cinema di Kim Ki-Duk

Dal 26 aprile allo Spazio Oberdan una rassegna dedicata al regista di Il prigioniero coreano

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Dal 26 aprile al 13 maggio 2018 allo Spazio Oberdan Cineteca Italiana Milano una rassegna dedicata al regista coreano che dagli anni 2000 ha firmato diversi, autentici capolavori tra cui l’ultimo Il prigioniero coreano

Amato in Occidente e ignorato a Oriente, Kim Ki-Duk nasce a Banghwa nella Corea del Sud il 20 dicembre 1960 e a nove anni va a vivere con la famiglia a Seul. Dopo aver fatto l’operaio, il marinaio, lo studente d’agricoltura, il sottufficiale dell’esercito, nel 1990 si trasferisce a Parigi, dove studia pittura affascinato da Gustav Klimt ed Egon Schiele. Sono i suoi quadri che lo avvicinano al cinema prima con un’intensa esperienza come sceneggiatore e poi con l’esordio nel ’96 nel lungometraggio Wild Animals, seguito da The crocodile e L’ isola (sabato 28 aprile ore 21,15 e domenica 13 maggio ore 21,15), del 1999. I festival internazionali che l’hanno scoperto ospitano spesso le sue opere. Solitudine, incapacità di comunicare, rappresentazione di una società infelice nella quale le persone non riescono a interagire tra loro, sono i temi più significativi del suo cinema particolarmente apprezzato dalla critica. Primavera, estate, autunno inverno…e ancora primavera (giovedì 26 ore 21,15), vince il premio del pubblico a Locarno nel 2003 e Ferro 3 – La casa vuota (martedì 1° maggio ore 21,15 e domenica 13 maggio ore 19), quello della regia a Venezia nel 2004, lo stesso anno nel quale realizza anche La samaritana (martedì 1° maggio ore 17,15 e domenica 13 maggio ore 19), triste storia di ragazzine che si prostituiscono e l’Orso d’argento a Berlino. L’arco (domenica 29 aprile ore 15) del 2005; Soffio (sabato 12 maggio ore 17,15) del 2007; Dream (lunedì 30 aprile ore 19 e venerdì 11 maggio ore 21,15) del 2009; Pietà (mercoledì 2 maggio ore 21,15) del 2012 e Arirang (domenica 29 aprile ore 21) del 2011, sono pellicole molto apprezzate in Europa, ma meno considerate in patria. Il suo ultimo film Il prigioniero coreano (sabato 12 maggio ore 21,15), la vicenda di un povero pescatore della Corea del Nord finito per sbaglio con la sua barca nella Corea del Sud e considerato da entrambi i regimi un traditore, è un atto d’accusa contro le ideologiche di fatto incapaci di difendere gli umili e i diseredati che vivono ai margini della società. Un’opera vigorosa ed emozionante premiata dal pubblico e dalla critica.

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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