Roger Waters infiamma Bologna a suon di rock e politica

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© Foto: Riccardo Medana

Ieri sera è andato in scena l’ultimo concerto del mini tour italiano di Roger Waters. Dopo il debutto al Mediolanum Forum e la successiva replica, l’Us+Them Tour si è spostato a Bologna per quattro date tutte sold out.

A differenza dal tour di The Wall, questo Us+Them Tour potrebbe dare l’impressione di essere un tour  puramente celebrativo (e come non potrebbe esserlo con questi brani in scaletta), ma l’effetto finale non è quello del revival, anzi, l’impressione è che si tratti di uno spettacolo con dei contenuti estremamente attuali e non solo per il famigerato attacco a Trump che ha visto addirittura, nella leg americana, far allontanare alcuni spettatori.
Questo show è attuale perchè i Pink Floyd, a distanza di 50 anni, sono ancora estremamente attuali, sia a livello sonoro, sia a livello concettuale. E non c’è da stupirsi perciò che anche i brani di Is This The Life We Really Want, l’ultimo lavoro di Roger Waters, calzino perfettamente all’interno dello spettacolo.

Un’altra cosa che colpisce è la totale immersività che il pubblico ha durante il concerto: grazie ad un gioco di suoni e luci che si avvicina alla perfezione gli spettatori non si limitano a guardare li show, ma sono catapultati all’interno dello spettacolo.

Ma Roger Waters riesce a stupire anche una volta finito il concerto, perchè è durante i saluti finali che tira fuori il coniglio dal cappello quando, durante l’ultimo inchino, mostra a tutto il pubblico di Bologna la bandiera dell’ANPI, riuscendo a risultare credibile non solo con la giornata di festa, ma anche con il messaggio lanciato durante le quasi tre ore di spettacolo: resistere.
Resistere contro i governi, e la risposta che si dà alla domanda in Mother  (Mother, should I trust the government?) è un eloquente «Col cazzo!», ma resistere anche contro i nuovi fascismi e contro chi continua a dirci che la soluzione a tutti i problemi sia la costruzione di muri e barriere.

Alla fine di un concerto come questo non puoi fare altro che pensare che se artisti che lanciano questi messaggi riescono a fare quattro sold out di questo genere a Bologna, due a Milano e si prevede che raggiungeranno più di 100.000 persone a Lucca e Roma la prossima estate, allora c’è ancora un briciolo speranza per il futuro.

P.S.
Se non sapete cosa fare quest’estate, comprate finchè potete un biglietto per un concerto di Roger Waters.

LA SCALETTA:
SET 1
1. Breathe
2. One of these days
3. Time
4. Breathe (reprise)
5. The greag gig in the sky
6. Welcome to the machine
7. Déjà vù
8. The last refugee
9. Picture that
10. Wish you were here
11. The happiest days of our lives
12. Another brick in the wall (part 2)
13. Another brick in the wall (part 3)

SET 2
14. Dogs
15. Pigs (three different ones)
16. Money
17. Us and them
18. Smell the roses
19. Brain damage
20. Eclipse

BIS
21. Mother
22. Comfortably numb

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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