Secondary ticketing. Fatta una legge (quasi) inutile

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secondary ticketing

Ieri il testo del Decreto del ministero dell’Economia approvato il 12 marzo 2018 sul secondary ticketing è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, quindi ora è legge dello Stato. Ma purtroppo, per usare un detto popolare che rende molto bene l’idea, possiamo dire che l’elefante ha partorito un topolino. In teoria sarebbe dovuto essere uno strumento per combattere efficacemente il bagarinaggio online. In pratica è un’arma spuntata.
Recita infatti il comma 2 dell’articolo 2: «sono esclusi dall’ambito di applicazione del presente decreto le persone fisiche che effettuano la vendita o qualsiasi altra forma di collocamento dei titoli di accesso» in modo «occasionale e senza finalità commerciali». Insomma, come dire che gli unici “colpevoli” in base alla legge sono i bot. E come si suol dire, fatta la legge trovato l’inganno: le piattaforme online di ticketing potranno mettersi al sicuro chiedendo all’Agenzia delle entrale un «riconoscimento di idoneità» che attesti il fatto che sono a prova di bot.
Tocca all’Agcom (Autorità garante per le comunicazioni) vigilare su vendita e «altre forme di collocamento» di biglietti per spettacoli o eventi sportivi venduti online.
Ma cosa rischia chi fa secondary ticketing? In teoria una multa da 5 a 180mila euro, «nonché, ove la condotta sia effettuata attraverso le reti di comunicazione elettronica, secondo le modalità stabilite dal comma 543, con la rimozione dei contenuti, o, nei casi più gravi, con l’oscuramento del sito internet attraverso il quale la violazione è stata posta in essere».
Insomma, tutto è molto maccheronico e in pratica produrrà scarsi effetti. Non a caso i siti di bagarinaggio 2.0 continuano ad agire indisturbati e a macinare fior di guadagni illeciti alle spalle di fan che come minimo possiamo definire sprovveduti. L’unica speranza è che il giorno in cui dovesse nascere un nuovo governo si affronti la questione in modo più efficace.
Nel frattempo, sarebbe utile anche un’azione più determinata da parte degli addetti ai lavori, con il supporto dei media, per tentare di modificare il comportamento di quei fan che continuano a farsi fregare dai siti di secondary ticketing pagando cifre assurde per biglietti che a volte sono autentiche fregature, in quanto vengono sequestrati all’ingresso. Insomma, il danno oltre la beffa.

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