Emma, Amici e i flop

0

Nell’ultima puntata del talent di Canale 5 targato Maria De Filippi, la cantante salentina Emma Marrone ha confessato quello che difficilmente un artista fa, soprattutto in diretta televisiva e in prima serata: il flop del suo ultimo disco, Essere qui. Senza molti giri di parole, com’è nel suo stile, Emma racconta questi ultimi mesi senza esitazioni.

<<Sto dicendo una cosa molto forte.  Qualche mese fa è uscito il mio disco. Per quanto mi riguarda il disco più importante della mia carriera.>> inizia Emma. <<Ci ho lavorato per due anni senza pensare al resto del mondo. Perché la cosa più importante per me era portare a casa quel disco fatto in quel modo. Perché era il mio modo e perché a 34 anni ho preso coraggio e la volontà di fare questo mestiere ma di farlo con coerenza e con verità.  Mi aspettavo grandi cose perché questo secondo me è il disco più bello e più importante della mia carriera, eppure non ha raggiunto i numeri che tutti si aspettavano, da subito. Viviamo in un Paese in cui se non vendi non vali. E questa è una cosa molto brutta, non per me, ma per l’arte in generale. Ti dico anche – rivolgendosi al ballerino della squadra blu –  che è facile fare questo mestiere quando tutti sono dalla vostra parte. E’ molto più difficile essere artisti invece quando il vostro fianco è scoperto e tutti vogliono infilzarvi perché non siete nei vertici delle classifiche o perché non state vendendo una vagonata di dischi o non state vendendo i vostri biglietti a teatro.Voi quella cosa non dovete permetterla. E’ li che dovete dimostrare di essere veramente artisti e sfoderare il vostro sorriso migliore, perché la gente vuole vedervi crollare. Il nostro mestiere è trasformare le cose brutte in bellezza. Anche quando tutto sta crollando, anche quando tutti vi dicono che non sta andando bene, che state fallendo, è proprio lì che dovete essere artisti. Si è artisti fino in fondo, non solo quando le cose non vanno bene. Sorridi. Questa deve essere la tua risposta, sorridere sempre, perché state facendo la cosa più bella del mondo e perché avete la possibilità di avere un sogno e state provando a realizzarlo. Pensate a chi non ha sogni e si sveglia la mattina. Sempre a palla>>.

Confessione che lascia spazio ad una serie di considerazioni. Ammettere un fallimento resta un gesto lodevole, ma continuare ad affermare di aver fatto il disco migliore della propria carriera, potrebbe vanificare la confessione stessa. Fare un disco non all’altezza delle aspettative può succedere, attribuire il tutto al fatto che magari il pubblico non ha capito ma che non succede nulla, che ciò che conta è fare quello che si ritiene giusto, risulta più stonato di Fedez (senza l’aiuto dell’autotune). Ma lasciando da parte per un attimo la bionda salentina, il problema più grosso sta nel fatto che la crisi discografica,  che i dischi, materialmente, non si vendano più, vada avanti da anni. Ormai gli artisti fanno leva sugli instore, che sono veri e propri tour fra librerie e centri commerciali, e i concerti (ormai sempre più cari). I talent sono diventati il posto in cui dovrebbe nascere la nuova musica e i contenitori ai quali le case discografiche si rivolgono ( e la parola “contenitore” non è casuale). Sempre più di rado le carriere di queste nuove leve hanno prospettive a lungo termine e tutto si brucia, talvolta, nel giro di pochi mesi. E se è vero che il valore artistico non si misura in base ai numeri, è innegabile che senza un riscontro da parte del pubblico, quanto senso può avere fare questo tipo di mestiere? Molto probabilmente il flop del disco di Emma è dovuto solo al fatto che non è piaciuto e questo un artista lo mette in conto, senza dover difendere a spada tratta un qualcosa che palesemente non ha funzionato. Ma lei stessa è frutto di un meccanismo sempre più rapido e crudele, che ha rovinato anche il modo in cui la musica viene apprezzata e ascoltata. Il mondo va avanti, la tecnologia anche e sarebbe anacronistico annullare tutto per una questione di “purezza culturale”. Basta guardare 5 minuti di Amici per capire: chi critica ai limiti della querela, chi osanna senza motivo personaggi che dureranno il tempo di uno starnuto. E in mezzo a tutto questo baraccone, Emma prova a dare una lezione da artista affermando come si affronta una sconfitta e si continua a sorridere. E allora forse, davvero, qualcosa non torna.

 

 

CONDIVIDI
Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here