Dal concertone al matrimonio, con Vasco in fondo al cuore

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Quella che sto per raccontarvi è una storia che sembra inverosimile, incredibile, assurda. La storia di due ragazzi che, pur abitando a cinque chilometri di distanza, non si sono mai visti, mai incrociati, mai parlati. Sono coetanei, hanno amicizie comuni, frequentano gli stessi locali, fanno shopping nei medesimi negozi. Eppure, in 23 anni, il destino non li ha mai messi l’uno di fronte all’altro. Fino a quel 1 maggio 2009, a Roma, durante il concertone.

Questa è la mia storia, la storia della donna che tra poche ore sarà mia moglie, di una data che è diventata un simbolo, di un rocker che ha giocato il ruolo di cupido, facendo centro con i dardi dei suoi versi.

Piazza San Giovanni è gremita come non mai; centinaia di migliaia di persone la affollano dalle prime ore del mattino. In quella marea umana che cresce a vista d’occhio incontro per la prima volta lei, Argentina. Il fascino del nome è inferiore solo alla sua bellezza. Ci presentiamo, scherziamo, ridiamo, beviamo qualcosa e parliamo, parliamo tanto. Resto colpito dalla sua intelligenza, dalla capacità critica, dall’ironia mai banale. Le ore passano, il sole tramonta, la voglia di avvicinarsi al palco per gustarsi meglio la parte serale dello show aumenta. Ci avventuriamo, io e lei, passando sopra zaini, borse, tende, teli da mare e ragazzi che dormono sfiniti. C’è il supergruppo (composto dagli Afterhhours, Cristiano Godano dei Marlene Kuntz e Samuel dei Subsonica) che mette in scena una versione struggente di The power of love dei Frankie Goes to Hollywood. L’energia di Caparezza scuote la piazza come una scossa tellurica: danzano tutti come tarantolati sulle note di Vieni a ballare in Puglia. Pochi istanti dopo un brivido ci attraversa la schiena: la PFM esegue Il Pescatore di Fabrizio De Andrè.

Ore 20:45: Habemus Vasco!

Jeans, giacca gialla e cappellino d’ordinanza; esegue in rapida successione Stupendo, Non appari mai, Vieni qui, Sono un ragazzo di strada (cover dei Corvi) e T’immagini. Arriva il momento di Sally. Prendo coraggio, mi decido. Il suo verso più significativo sembra darmi un consiglio: la vita è un brivido che vola via è tutto un equilibrio sopra la follia. Carpe diem. La bacio. Che emozione!

Oggi, 1 maggio 2018, quelle labbra si sfioreranno di nuovo, al termine di una cerimonia che sancirà la nostra unione: lei diventerà mia moglie e io suo marito. Gli anelli che ci scambieremo portano incise le coordinate di Piazza San Giovanni e quella data di nove anni fa che ci ha cambiato la vita.

Galeotta fu Sally e chi la scrisse.

Buon 1 maggio.

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Sannita di nascita, romano di adozione, pesarese per amore. Maturità classica, iscritto al terzo anno di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università degli Studi "Orientale" di Napoli. Giornalista pubblicista dal 2009. Una smodata passione per la lettura, lo sport, la musica, i viaggi e la politica ed una forte inclinazione all'associazionismo. Un'attrazione fatale per tutto ciò che è comunicazione.

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