Jovanotti a Bologna: «Soccia che figata!»

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Lorenzo Live 2018
Foto di Michele Lugaresi

«Bologna, scusa per il ritardo». Così ha esordito Lorenzo Jovanotti nel recupero del terzo concerto di Bologna, originariamente previsto per il 16 aprile, ma rimandato a ieri sera per un improvviso problema alle corde vocali che lo aveva obbligato a tre giorni di riposo forzato.

«Uno fa il galletto la sera poi arriva il batterio ed il giorno dopo è senza voce» ha raccontato al pubblico con la sua classica ironia. Non c’è due senza tre e così anche questa terza data ha visto un’Unipol Arena riempita fino all’ultimo posto per consolidare il forte legame che lega la città di Bologna a Lorenzo «Forse voi non lo sapete – ha raccontato – ma il primo palazzetto che feci da solo fu proprio a Bologna, nel 1992. Poi abbiamo continuato a crescere ma non dimenticherò mai il legame con questa città». Legame che ha voluto evidenziare con un rap molto intenso e sentito, inserito all’interno di Oh vita, dedicato alla città, alle sue vie, i suoi colori, la sua gente e ricordando i suoi personaggi, da Luca Carboni a Lucio Dalla.

Lo show di Lorenzo (perchè di show si tratta) è un mix tra i brani contenuti nell’ultimo disco ed i suoi grandi classici. Si parte con Ti porto via con me, pezzo di chiusura del precedente tour e immaginario anello di congiunzione tra passato e presente, per passare poi alle canzoni del nuovo album, incentrate principalmente nella prima metà dello show (sei su otto in questo blocco), dedicando la seconda alle grandi hit, facendo esaltare il pubblico sulle note de L’ombelico del mondo, Il più grande spettacolo dopo il Big Bang e Ciao mamma, solo per citarne alcune.

Lorenzo è una forza della natura. Salta, corre, intrattiene il pubblico, gioca con i musicisti per quasi tre ore senza un attimo di tregua. Così come nel precedente tour è stato confermato il “momento DJ” in cui fa ballare tutta l’arena con Non m’annoio, Attaccami alla spina, Muoviti muoviti, Una tribù che balla, Tanto tanto tanto e Smells like teen spirit.
Lo spettacolo è studiato in ogni minimo dettaglio, non mancano le ballad, posizionate tutte in momenti strategici del concerto, che fanno stringere ed emozionare il pubblico, da Gli immortali ad A te, cantata con intensità e molto cuore.

Ma Lorenzo ha voluto lanciare dei messaggi tutt’altro che frivoli, così, introducendo Sbagliato, ha citato Darwin dicendo che «L’evoluzione non avviene mai quando capita qualcosa di giusto al momento giusto. Quel che ci spinge a cambiare spesso avviene quando ci capita qualcosa si sbagliato al momento giusto o qualcosa di giusto nel momento sbagliato. C’è bisogno di un motore che faccia muovere le cose. Viviamo in un periodo storico entusiasmante, in cui c’è un grande fermento, però ci sono cose come il razzismo che mi fanno stare molto male: come padre, come uomo e come musicista. La chiusura non serve a nulla, solo con un mondo aperto e libero possiamo crescere».

A fine concerto una piccola sorpresa per il pubblico: un brano fuori scaletta, Paura di niente, fatto apposta per chiudere una serata entusiasmante con una ciliegina sulla torta. Uno show divertente, ritmato ed intenso, sintetizzato da Lorenzo con una semplice frase: «Soccia che figata!».

Nel salutare il pubblico Jovanotti ha lasciato uno aperto spiraglio per un nuovo ritorno a Bologna: «Spero di vedervi il prossimo anno» ha detto. Chissà…

LA SCALETTA:
1. Ti porto via con me
2. Le canzoni
3. Penso positivo
4. In Italia
5. Oh vita
6. SBAM
7. Gli immortali
8. Mi fido di te
9. Sbagliato
10. Baciami ancora
11. Chiaro di luna
12. Fame

13. DJ SET: Non m’annoio / Attaccami alla spina / Muoviti muoviti / Una tribù che balla / Tanto tanto tanto / Smells like teen spirit

14. L’ombelico del mondo
15. A te
16. Ti sposerò
17. Ragazza magica
18. L’estate addosso
19. Tutto l’amore che ho
20. Safari
21. Tensione evolutiva
22. Sabato
23. Il più grande spettacolo dopo il Big Bang
24. Ciao mamma
25. Ragazzo fortunato

BIS
26. La terra degli uomini
27. Mezzogiorno
28. Viva la libertà
29. Paura di niente

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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