Omaggio a Henri-Georges Clouzot

Dal 6 al 24 maggio 2018 al MIC Museo Interattivo del Cinema di Milano, una rassegna per celebrare uno dei grandi autori del cinema noir degli anni Quaranta

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Dal 6 al 24 maggio al MIC Museo Interattivo del Cinema di Milano, una rassegna cinematografica per celebrare uno dei grandi autori del cinema noir degli anni Quaranta, regista controcorrente e acclamato come maestro assoluto

Henri-Georges Clouzot, autore che sarà amato e odiato in eguale misura, nasce a Niort il 20 novembre 1907. Dopo il liceo frequenta a Brest i corsi della Scuola Navale, ma per un difetto alla vista è costretto a rinunciare alla carriera nella marina. Studia giurisprudenza e poi matematica prima di scoprire la sua vocazione per il mondo dello spettacolo. Inizialmente impara a rimaneggiare soggetti teatrali e poi approda al cinema lavorando come soggettista e sceneggiatore. Nel ’42 passa dietro la macchina da presa dirigendo L’assassino abita al n. 21 (domenica 6 maggio ore 17 adattamento di un romanzo poliziesco di André Steeman interpretato da Pierre Fresnay, Jean Tissier e l’affascinante Suzy Delair, la sua compagna. Protagonista un misterioso assassino, autore di quattro delitti commessi in un solo mese a Montmartre. Nel ’43 tocca a Il corvo (sabato 19 ore 15) prodotto con capitali tedeschi; storia di un medico di un paesino della provincia francese sconvolto da alcune lettere anonime che lo accusano di essere l’amante di un suo collega. La pellicola ottiene un grande successo di pubblico, ma dopo la Liberazione Clouzot è messo al bando e costretto alla forzata inattività per aver collaborato con gli invasori. Nel ’47 ritorna in campo con Legittima difesa (domenica 13 maggio ore 17), un poliziesco classico interpretato da un memorabile Louis Jouvet, premio alla miglior regia della Mostra di Venezia. Clouzot ci mostra l’universo decadente e immorale nel quale si muove con lenta tenacia l’ispettore Principal Antoine del Quai des Orfrèvres, la mitica centrale di polizia parigina con i suoi uffici tristemente arredati. Brontolone, scorbutico e misogeno, il poliziotto troverà il colpevole della morte di un anziano milionario. Nel ’49 il regista vince il Leone d’Oro a Venezia per Manon (giovedì 10 maggio ore 18), trasposizione della Manon Lescaut dell’abate Prevost ai tempi del dopoguerra e raffigurazione di una Francia travolta dal disordine morale e dalla corruzione. Dopo la commedia Un marito per mia madre (mercoledì 16 maggio ore 15), le vicende amorose di una compagnia teatrale, nel ’52 si sposta in Venezuela per realizzare Vite vendute-Il salario della paura (domenica 20 maggio ore 17) da un romanzo di Georges Arnau, la tragica avventura di quattro camionisti, due francesi, un italiano e uno scandinavo, che devono guidare due autocarri carichi di novecento chili di nitroglicerina per seicento chilometri fino a un pozzo petrolifero in fiamme. Il film è premiato a Cannes con la Palma d’oro. La fama di Clouzot cresce con l’opera successiva I diabolici (venerdì 11 ore 15) del 1954, tratto da un romanzo di Pierre Boileau e Thomas Narcejac (sul quale aveva messo gli occhi anche Alfred Hitchcock), considerato uno dei noir più terrificanti di tutti i tempi.  Dopo Il mistero Picasso (domenica 13 ore 17) del ’56, un affascinante documentario sul geniale pittore, tre anni più tardi gira il thriller La verità (venerdì 18 ore 15), nominato all’Oscar per miglior film straniero, che dà modo a Brigitte Bardot, già diva, di dimostrare di essere anche un’attrice di talento. Nel ’68 il regista, già malato, riesce a fatica a dirigere La prigioniera (sabato 12 o re 17), scabrosa vicenda di un triangolo amoroso. Il 12 gennaio 1977, dopo un ennesimo attacco cardiaco, Henri – Georges Clouzot, uno dei grandi autori del cinema noir francese, muore a sessantanove anni, ma il suo sguardo lucido e spietato sul mondo continua ad affascinare lo spettatore.

 

 

 

 

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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