Alejandro Amenabar, un regista tra cronaca e classicismo

Dall'8 al 20 maggio 2018 alla Humaniter un corso di Auro Bernardi dedicato a uno dei migliori talenti del cinema spagnolo

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Da martedì 8 a martedì 20 maggio 2018 alla Humaniter di Milano via Daverio, 7 il corso di cinema a cura di Auro Bernardi è dedicato a uno dei migliori talenti del cinema spagnolo

Nato il 31 marzo 1972 Alejandro Amenábar appartiene a una famiglia emigrata in Cile negli anni ’30 per sfuggire al regime franchista, che per ironia della sorte dovrà fuggire di nuovo nel 1973 in Spagna dopo l’avvento della dittatura di Pinochet. A Madrid studia Scienze dell’Informazione e poi realizza i suoi tre primi cortometraggi prima di esordire alla regia con Tesis (l’8 maggio ore 15,40) del 1996, storia di una studentessa universitaria che si trova invischiata in un giro di snuff movie, film pornografici clandestini in cui si mostrano veri delitti e torture a sfondo sessuale. Dimostrando grande padronanza della cinepresa il giovane Alejandro ottiene un enorme successo di pubblico e fa incetta di premi. L’anno dopo con mezzi molto più consistenti firma Apri gli occhi, campione d’incassi al botteghino. Nel 2001 trasferitosi negli Usa gira The Others (il 22), ambientato in Inghilterra nel 1945, un gotic movie alla Kubrick e una straordinaria metafora sull’alienazione e sulla diversità. Tornato in patria nel 2004 giganteggia con un’altra pellicola, Mare dentro (il 15 maggio), la vera e infelice vita di Ramòn Sampedro, interpretato dal bravo Javier Bardém, costretto a vivere per ventinove anni in un letto a causa della tetraplegia conseguenza di un incidente. Sensibile alle tematiche etico-sociali come l’autodeterminazione nel fine vita, il regista spagnolo si conferma ancora autore di straordinario talento con Agorà del 2009, ambientato ad Alessandria d’Egitto tra il IV e il V secolo d.C. e incentrato sulla figura storica di Ipazia, matematica, astronoma e filosofa uccisa durante uno dei numerosi tumulti che opponevano le nascenti comunità cristiane ai seguaci del paganesimo. L’ultima fatica cinematografica di Amenábar è Regression (il 29), 2016, film che parte da un fatto di cronaca del 1990 avvenuto in una cittadina del Minnesota la cui vita tranquilla viene sconvolta da un presunto caso di incesto commesso nel quadro del rituale demoniaco.  Ancora una volta il regista prende posizione contro la violenza generata dal pregiudizio religioso e dall’intolleranza dei confronti dei diversi.

 

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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