Gioia e rivoluzione. Il ’68 messo in mostra a Milano

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Gioia e rivoluzione
Gioia e rivoluzione. Un appuntamento irrinunciabile per chiunque volesse ripercorrere un decennio irripetibile per la musica italiana e internazionale, quello che va dal 1968 al 1978. Roberto Manfredi e Luca Rossi hanno allestito una mostra con fotografie e copertine di dischi d’epoca nel foyer dello Spazio Oberdan all’altezza di Porta Venezia a Milano.
I due hanno cercato nei loro archivi, in cantina e in soffitta, e hanno recuperato materiale prezioso adesso visionabile mattino e pomeriggio a ingresso libero. Vengono esposte immagini e copertine di dischi realizzate da fotografi che in quegli anni hanno presidiato luoghi e eventi legati alla musica pop.
Manfredi ha rispolverato anche molti documenti legati ai festival pop, in particolare il Parco Lambro, dove per tre anni si svolse quello che viene ricordato come Festival del Proletariato Giovanile organizzato dalla rivista Re Nudo e da altre associazioni legate alla sinistra extraparlamentare. Rassegna stampa che evidenzia le difficoltà di allora rispetto alla musica pop e alle contestazioni di una nutrita schiera di giovani che chiedevano l’accesso ai concerti senza dover mettere mano al portafoglio.
Viene riportato il famoso episodio che vede coinvolto Francesco De Gregori contestato al Palalido, fino a subire un processo politico a fine concerto da parte di frange dell’autonomia. Era un periodo dove tutto era permesso e riuscire a portare a termine un concerto o un festival pop era già un successo.
Non dimentichiamo che nel maggio del 1978 avviene quello che può ben considerarsi uno degli avvenimenti politici più devastanti. Viene ritrovato il cadavere di Aldo Moro dopo una prigionia di 55 giorni. Politica che non entra direttamente nelle fotografie esposte, ma il clima che si respirava era quello.
Oggi le cose appaiono separate ma a quei tempi era tutto molto in relazione: la musica andava di pari passo con la contestazione.  Molti gli scatti di Renzo Chiesa, intento a ricavarne un libro di prossima pubblicazione. Sua è la fotografia della copertina di un disco di Lucio Dalla, quella che viene utilizzata maggiormente, con gli occhiali appoggiati alla «papalina» e gli occhi che guardano in alto.

Gioia e rivoluzione
Foto di Renzo Chiesa

C’è anche un piccolo manifesto di Battiato seduto su un divano, truccato da Gianni Sassi, l’art director e fondatore della etichetta Cramps. E’ esposto un grosso quadro animato con animaletti colorati in rilievo, quello che è servito per la copertina di Uoaei, l’album debutto di Ivan Cattaneo. Foto e immagini di Mario Convertino, Guido Harari, Gabriele Amadori e Roberto Masotti che accompagna il libretto di Clic, uno degli album più sperimentali di Battiato.
Fa impressione il lungo «collage» con tutte le copertine firmate da Cesare Monti, dove spiccano quelle di Fabrizio De André e Lucio Battisti, ma Monti ha prestato opera anche per album ricercatissimi del pop italiano, quello del Biglietto per l’Inferno e dei Pholas Dactylus. «Prendere in mano questo immenso materiale – commenta Roberto Manfredi – è stato come tornare indietro nel tempo, dove ancor giovane ho avuto occasione di entrare nel mondo della musica a fianco di Nanni Ricordi e Cesare Monti, al quale dedicherò il mio prossimo libro che sto scrivendo con l’aiuto di sua moglie che mi ha aperto i cassetti con le bozze che hanno portato alla costruzione di copertine di dischi entrati nella storia. L’installazione delle copertine di tre metri e mezzo di lunghezza pone in evidenza il grande lavoro di Cesare scomparso nel 2015. Quanto materiale è rimasto fuori? Tanto. Lo spazio era misurato, ma non è detto che possa servire per qualche altra occasione, prima che finisca l’anno, a 50 anni dal 1968». 

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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