Leo Persuader: «Modena Park? Un’emozione che non va più via. E ora torno sul palco di Vasco…»

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Leo Persuader

Anche quest’anno Leo Persuader, storico amico e collaboratore di Vasco Rossi, come già accaduto lo scorso anno a Modena Park, aprirà alcuni concerti del Blasco. Queste le date che lo vedranno sul palco: 1° giugno a Torino, 6 giugno a Padova, 12 giugno a Roma, 17 giugno a Bari, 21 giugno a Messina. Lo abbiamo intervistato.

Leo, che musica proporrai ai fan di Vasco?
La mia scaletta sarà esclusivamente rock e si rifarà alla musica che passavamo in radio negli anni ‘70. Aprirò con i Van Halen, poi i Queen, AC/DC, Led Zeppelin e altri classici del rock di quegli anni.

Che ricordo hai dell’esperienza di Modena Park?
Ho provato una grande emozione e la cosa incredibile è che questa emozione non si scrolla più di dosso. E’ difficile anche da spiegare, è stata una cosa meravigliosa. Tutto perfetto, a partire dal comportamento dei fan, oltre 200 mila persone che si sono autodisciplinate, senza che succedesse nulla. L’organizzazione è stata senza pecche e le forze dell’ordine hanno controllato l’evento sempre con garbo e gentilezza.

Quando Vasco ti ha chiesto di partecipare allo storico evento di Modena?
Mi ha contattato a febbraio dello scorso anno. Da un paio di anni non ci rivolgevamo la parola perché avevamo litigato in maniera molto forte. C’eravamo lasciati male. Quando ho ricevuto la sua telefonata ho pensato che volesse finire di litigare. Sembrava incazzato, ma invece scherzava. Mi chiese come stavo e gli risposi che era un periodo in cui non stavo bene. «Viene subito in ufficio da me, che ci penso io ai tuoi problemi», mi disse. Vasco ha un grande pregio: se gli scappa una promessa, se la ricorda ed è uno dei pochi uomini di parola che conosca al mondo. Già al telefono mi disse che mi avrebbe voluto sul palco a Modena Park. Sono mezzo svenuto ed ho subito accettato. Poi sono andato in ufficio, abbiamo passato un pomeriggio a chiacchierare e a ricordare aneddoti degli anni in cui iniziava la carriera. Poi c’è stata Modena Park. Vasco è stato felicissimo della mia partecipazione e la notte stessa mi ha scritto un bel messaggio in cui diceva di essere stato molto contento della mia presenza. Un mese fa è arrivata la notizia che voleva che partecipassi anche al nuovo tour.

Cosa hai fatto in questi mesi dopo Modena Park?
Dopo Modena ho continuato a fare le mie serate e quest’anno ne farò ancora di più. L’anno scorso Vasco mi chiese di non dire nulla della mia presenza al concerto, perché voleva mantenere la sorpresa. Io ho mantenuto la promessa ed ovviamente il 1° luglio la stagione era ormai iniziata ed io non ho avuto molto lavoro. Quest’anno invece non ho la consegna del silenzio e quindi mi stanno già arrivando molte richieste di serate, soprattutto al sud. Il mio spettacolo si chiama Cardiovasco Rock: la serata inizia con alcuni classici del rock degli anni ’70, poi partono i pezzi di Vasco, la gente balla e alla fine scendo con il microfono in mezzo al pubblico e tutti insieme cantiamo le sue canzoni.

Leo Persuader

Quando hai incontrato per la prima volta Vasco Rossi?
Ho conosciuto Vasco nel 1975, all’epoca ero già un dj molto quotato fra Bologna e Modena, e lui mi chiamò a Zocca per lavorare a Punto Radio. Avevo due programmi: uno di pomeriggio, che durava mezz’ora e si intitolava On the Chart, e l’altro di notte, dalle 2.30 alle 7 del mattino, che si intitolava Chi dorme non piglia Leo. In quel periodo Vasco iniziava a scrivere canzoni, aveva questa passione, ma non era ancora del tutto convinto delle sue qualità. Io ed altri, fra i quali Gaetano Curreri, cercavamo invece di spingerlo in questa direzione. Nel frattempo iniziò anche a fare il disc jockey: avevamo formato una coppia che per tre anni ha girato le migliori discoteche fra Bologna e Modena.

Per quanti anni avete lavorato insieme?
Ho lavorato con Vasco dal 1975 al 1983, in quegli anni sono stato praticamente la sua ombra. Di notte facevamo i disc jockey, di giorno lui faceva l’artista ed io il manager. Andavo a Milano a cercare contratti per lui e chiaramente, spesso, mi mandavano via a calci in culo, dicendo «ma chi cazzo è Vasco Rossi». Io rispondevo che per me era il numero uno e loro si mettevano a ridere. Una volta un impresario discografico milanese, quando gli dissi che avevo in mano il numero uno, mi disse: «Ma vai a cagare, ma chi è Vasco Rossi, ma ti rendi conto che io ho i Ricchi e Poveri?». Anni dopo l’ho rivisto e con le mani in testa mi ha detto «ti avessi dato retta…».

I primi tempi non furono facili.
Furono durissimi, si facevano serate per poche persone. E spesso quei pochi spettatori arrivano anche con dell’astio, non so perché. Ricordo che una volta ci fu una mega rissa e noi due rimanemmo asserragliati in un camerino, mentre fuori ci aspettavano per menarci. Ad un certo punto Vasco si stancò e mi disse: «Sai cosa facciamo Leo? Noi usciamo, arriviamo alla macchina e ce ne andiamo a casa». Fu una cosa incredibile, perché questi erano veramente incazzati, ma lui tranquillo, faccia alta, passò con me in mezzo a questa gente e non successe niente.

Eri con lui nel 1982 quando partecipò al Festival di Sanremo con Vado al massimo. Che ricordi hai di quell’esperienza?
Vado al massimo la completò una sera in una spiaggia di ghiaia di Varazze. Lì aveva scoperto la tequila e quindi c’era il legame con il Messico. Al Festival sembrava che dovessimo fare un’apparizione il giovedì sera e via. Invece il suo passaggio televisivo ebbe molto successo e ci ritrovammo a Sanremo anche per la finale. Dopo quel Festival ho visto che finalmente le cose stavano cambiando. Un mese dopo Vasco comprò una macchina nuova e un camper. Capii che era cambiato tutto. Fino a quel Sanremo aveva pubblicato quattro album, ma non si erano venduti molti dischi.

Leo Persuader e Vasco Rossi

Hai capito subito che sarebbe diventato Vasco Rossi, la mega star che tutti conoscono oggi?
Non in maniera così stratosferica, ma che sarebbe diventato qualcuno sì. Ho sentito Albachiara anni prima che fosse incisa: era evidente che faceva cose meravigliose. Io ci credevo e lui era molto bravo. Anche come disc jockey era bravissimo, aveva ottime conoscenze musicali e sapeva stare molto bene davanti al microfono. A Punto Radio fu il primo a trasmettere in piedi.

Un episodio curioso che avete vissuto insieme?
Una sera scappammo da un locale di Jesolo, perché la moglie quella sera era veramente incazzata con lui, ed arrivammo a Lignano Sabbiadoro quasi all’alba. Finimmo a dormire in spiaggia e alla mattina, quando mi risvegliai, vidi che c’era un nugolo di persone attorno a noi. Vasco dormiva ancora e queste persone, molto carine, mamme e bambini, si limitarono a guardare la scena, senza svegliarlo.

La tua canzone del cuore di Vasco Rossi?
Tra i pezzi veloci il mio pezzo preferito è Gli spari sopra, tra i lenti Ogni volta.

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Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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