Red Canzian, il rock prima e dopo i Pooh

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Red Canzian con Ivan Geronazzo e Alberto Milani (c) 2018 Giò Alajmo

Red Canzian ha aperto a Padova la sua tournée solitaria con un concerto che sarà replicato per tutto maggio in 13 città diverse. La conclusione dell’avventura Pooh lo ha lasciato con una gran voglia di rimettersi in gioco coinvolgendo i figli Chiara e Phil e una giovane e talentuosa combriccola di musicisti. Il concerto, lungo e straordinariamente vario, non prescinde – né potrebbe – dal repertorio Pooh, ma racconta comunque una storia diversa che il bassista trevigiano aveva già iniziato a mettere insieme in appuntamenti precedenti, come nella sua recente autobiografia, e che alla fine ha trovato una sua dimensione definita.

Red Canzian e i Capsicum Red

Lo spettacolo è sorprendente e divertente. Red attraversa i tempi mescolando le sue personali esperienze e il racconto musicale di ciò che ha amato e lo ha formato, dal primo rock’n’roll a Elvis, ai Beatles, da Bob Dylan e i grandi festival psichedelici e pacifisti, dalla fondamentale svolta progressive all’ingresso nei Pooh e la loro lunga storia costruita sui testi di Valerio Negrini.

Con una certa ironia, Red trova e mostra anche i paralleli tra Piccola Katy e All You need is love costruite sull’identico giro armonico e cita i Pink Floyd di Shine On che porta al finale di Parsifal come una delle tante fonti di ispirazione per le atmosfere del suo ex gruppo. Era il tempo del beat quando le canzoni “sembravano tutte scritte dallo stesso autore”.

Diviso in due tempi, il concerto racconta nel primo la storia musicale di Red, che è poi il percorso di migliaia di giovani del secondo novecento attraverso le stesse canzoni, la scoperta della musica, la voglia di comunicare e magari avere successo. Sono i tanti omaggi alla grande musica vissuta nei lustri, da Tenco ai Procol Harum, dai Mamas and Papas a Elton John, a quella “Brennero 66” dei primi Pooh che toccava una delle prime stagioni del terrorismo. Sono i mille concorsini per piccoli talenti, come quello che vinse lui cantando Yesterday, lo “Stroppolo d’oro” presentato da un certo Pippo Baudo, e i piccoli gruppi di amici o compagni di scuola, come i Capsicum Red, trevigiani spacciati per italoinglesi, che percorsero le prime strade del progressive, reinterpretando in chiave pop Khatchaturian e perfino la sonata n.8 Patetica di Beethoven.

Fu un’esperienza che Red travasò in qualche modo nei Pooh quando si unì alla band orfana di Riccardo Fogli creando una delle formazioni più longeve e di successo della storia musicale italiana. E dal rapporto con Valerio Negrini, il paroliere storico con cui condivise assieme a Dodi Battaglia l’appartamento a Milano nei primi anni  (“Si lavorava e si viveva praticamente insieme”) nasce anche la seconda parte del concerto rivisitando da solo alcune delle canzoni del repertorio storico del quartetto, chiamando in causa le voci degli ottimi musicisti che gli fanno ora da compagni di viaggio. Fra questi i figli, Chiara, che svolge un eccellente lavoro di supporto per tutto il concerto duettando, creando controcanti e ritagliandosi un paio di spazi personali, e Phil Mer, già chiamato a sostituire D’Orazio in concerto, dopo aver lavorato con Pino Daniele, Malika Ayane e altri, che salta ritmicamente senza sforzo tra i mille stili e generi che il concerto attraversa, e alla fine perfino al pianoforte.

Ivan Geronazzo (c) 2018 Giò Alajmo

Ma è rimarchevole il lavoro dei chitarristi Alberto Milani e Ivan Geronazzo e del politastierista Daniel Bestonzo capaci di entrare alla perfezione nello spirito dei diversi mondi musicali presenti nel concerto. E parte notevole del lungo show di Canzian, illustrato da continue proiezioni di immagini e filmati sul videowall, è rappresentata dai brani del suo ultimo album solista, “Testimone del tempo” che mostra l’anima rock e la vena autorale di Red, ma anche la sua capacità di spaziare, raccontare e avvalersi di importanti collaborazioni, da Renato Zero nella piccola suite prog “Cantico” a Miki Porru, Ivano Fossati, Ermal Meta, Enrico Ruggeri, Fabio Ilacqua (autore per Gabbani).

Terminata l’avventura Pooh, Canzian si fa quindi testimone del tempo di una storia vissuta che non è nostalgia del passato ma racconto di esperienze, e che sa guardare al presente, confrontandosi con gli autori del momento. Il rap no. Quella è la storia di qualcun altro.

Giò Alajmo

(c) 5 maggio 2018

Queste tutte le date del tour, prodotto e organizzato da F&P Group:

4 maggio – Gran Teatro Geox di PADOVA

5 maggio – Gran Teatro Morato di BRESCIA

7 maggio – Teatro Nuovo Giovanni da Udine di UDINE

12 maggio – Teatro Colosseo di TORINO

13 maggio – Teatro Openjobmetis di VARESE

16 maggio – Teatro Augusteo di NAPOLI

18 maggio – Teatro Verdi di FIRENZE

20 maggio – Auditorium Parco della Musica di ROMA

22 maggio – Teatro Metropolitan di CATANIA

23 maggio – Teatro Golden di PALERMO

25 maggio – Teatro Team di BARI

27 maggio – Teatro degli Arcimboldi di MILANO

Red Canzian 2018. Il saluto finale
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Giò Alajmo ha la stessa età del rock'n'roll. Per 40 anni (1975/2015) è stato il giornalista musicale del principale quotidiano del Nordest, oltre a collaborare saltuariamente con Radio Rai, Ciao 2001, radio private e riviste di settore. Musicalmente onnivoro, è stato tra gli ideatori del Premio della Critica al Festival di Sanremo e ha scritto libri, piccole opere teatrali, e qualche migliaio di interviste e recensioni di dischi e concerti.

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